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Come gestire i tag di un sito web in modo efficace
SEO
Capire come usare i tag di un sito web è fondamentale. Queste tassonomie del CMS, disponibili su WordPress, Shopify o Prestashop, consentono di organizzare archivi paralleli a quelli delle categorie e di costruire percorsi di navigazione più utili. Se gestiti con criterio, possono contribuire anche all’ottimizzazione SEO e alla visibilità dei contenuti.
Le persone e i crawler dei motori di ricerca amano siti web organizzati in modo chiaro attraverso una gerarchia netta. I tag non sono fondamentali in questo percorso e, in molti casi, conviene ignorarli piuttosto che usarli in modo errato. Ma se li usi bene puoi migliorare la navigazione e sostenere il lavoro SEO. Ecco perché è giusto approfondire il tema dei tag in un sito web, dai blog agli e-commerce realizzati sulle piattaforme più famose.
Indice dei contenuti
Cosa sono i tag di un sito web?
Non vanno confusi con i tag HTML, che servono a descrivere la struttura e il contenuto delle pagine. Per un approfondimento su questo aspetto puoi leggere la guida alla SEO HTML.
Sono delle tassonomie per organizzare i contenuti in modo trasversale rispetto alle categorie. Rappresentano, rimanendo all’interno di una metafora organizzativa, delle etichette che si possono mettere ad articoli che stanno anche ma non per forza in categorie differenti. Facciamo un esempio chiaro:
- Categorie
- Email Marketing.
- Social Media Marketing.
- Web copywriting
- Tag
- Facebook.
- Mailchimp.
- Twitter.
Un articolo può essere presente nella categoria web copywriting e avere il tag Facebook se affrontiamo il tema della scrittura sui social. Ed è lo stesso per un post della categoria social media marketing che affronta, ad esempio, le tecniche di promozione della Fan Page aziendale: ha il tag Facebook.
Questo è solo un esempio per capire cosa sono i tag: pagine archivio per definire un ulteriore livello di filtro utile alla navigazione e alla creazione di pagine che possono essere anche un punto a favore per il posizionamento su Google. Ovviamente prima è giusto chiarire qualche punto nelle FAQ.
Rischio cannibalizzazione dei tag
Per creare dei tag su un blog basta aggiungere una parola/etichetta nel campo specifico del CMS. Su WordPress, ad esempio, puoi generare tag comodamente dal backend che usi per creare i tuoi post. Oppure puoi andare nella pagina specifica che si trova nella sidebar principale.

La semplicità con cui si creano i tag è un’illusione. Ecco perché spesso vengono usati male, confondendoli con gli hashtag di Instagram o il tag title. Quindi troviamo blog che inseriscono etichette a caso, come se piovesse. Si lanciano anche 30 tag per articoli e questo spesso crea un problema.
Soprattutto in termini di cannibalizzazione SEO delle keyword. Soprattutto quando i tag, ovviamente indicizzati, hanno lo stesso search intent di altri archivi, categorie, post o pagine. Un esempio?
- Webwriter.
- Web writer
- Webcopy.
- Web copywriter.
Ipotizziamo l’articolo di un blog con questi tag. Sono diversi, con URL e tag title differenti. Ma corrispondono allo stesso intento di ricerca. In più hanno il corpo centrale – il main content – praticamente uguale dato che tutti i contenuti archiviati in Webwriter saranno presenti negli altri tag.
Se poi abbiamo anche un articolo dedicato a questo tema abbiamo un perfetto esempio di come non creare tag SEO friendly. Meglio correre ai ripari ed evitare problemi di struttura.
Per approfondire: come funziona la ricerca di Google
Come creare tag per un sito web in chiave SEO
Qualcuno ti dirà che per l’ottimizzazione SEO dei tag basta usare WordPress SEO by Yoast per modificare tag title e meta description, magari usando l’editor base offerto da WordPress per aggiungere un po’ di testo extra. Tutto questo è vero, puoi anche migliorare il tutto con l’inserimento di:
- Foto con tag alt.
- URL seo friendly.
- Link interni e in uscita.
- H1, H2 e H3 ottimizzati.
Ma alla base c’è un discorso diverso, si deve definire una keyword research in grado di capire se e come creare dei tag in grado di intercettare determinate esigenze espresse dal pubblico.
Nel frattempo, tu crei una struttura di navigazione migliore. Quindi, il primo punto da affrontare è la riflessione in fase di ricerca delle parole chiave che ti consente di individuare all’interno delle varie keyword un topic che puoi usare come archivio. E che puoi riempire con contenuti che pubblichi.
Perché questo è uno dei punti fondamentali: l’ottimizzazione SEO dei tag (come avviene per le categorie) passa attraverso una selezione raffinata dei contenuti che inserisci. Ti faccio un esempio?
Un caso concreto di ottimizzazione della tassonomia tag
Nel mio tag dedicato agli strumenti web non trovi articoli a caso ma solo quelli che affrontano temi specifici. ovvero monografie rivolte a un singolo tool. I risultati nella SERP sono chiari, eccoli.

I tag possono avere anche una giusta visibilità organica se fanno parte della struttura di link interni studiata per far capire a Google che esistono e fanno parte della struttura di navigazione. Puoi aggiungere i tag al menu principale o ancora nella sidebar del blog. In ogni caso devono essere presenti ma evitando gli eccessi come la ben nota tag cloud, da molti considerata un insieme di link senza senso.
Un buon uso dei tag per l’UX
L’approccio SEO per la gestione dei tag non deve ingannare: c’è anche l’user experience da valutare. Queste tassonomie non devono essere create solo per intercettare un intento di ricerca.
Devono avere anche un senso per l’utente. D’altro canto la search engine optimization è sempre più rivolta alla soddisfazione delle esigenze umane e una buona navigabilità è al centro del processo di ottimizzazione SEO di un ecommerce, di un portale o di un qualsiasi sito web.
“Assicurati che tutte le pagine del sito siano raggiungibili tramite link e che non richiedano una funzionalità di ricerca interna per essere trovate. Collega le pagine correlate, ove opportuno, per consentire agli utenti di scoprire contenuti simili”.
developers.google.com/seo-starter-guide
Questo è ciò che suggerisce la guida SEO di Google. Tutte le pagine devono essere organizzate al meglio e facili da trovare. Tag e categorie sono fondamentali in questo equilibrio ma è chiaro che c’è un problema di fondo: come organizzare queste tassonomie? Semplice, basta organizzarsi.
Devi definire questo equilibrio attraverso un lavoro di approfondimento. Mentre le categorie sono contenitori generici, i tag si possono configurare come etichette specifiche che aiutano gli utenti ad approfondire aspetti particolari di un macro-argomento. Ma come gestite tutto questo?
Tag nel 2026: AI, entità e pagine citabili
Negli ultimi anni i tag non sono cambiati tanto per motivi tecnici, quanto per come vengono interpretati.
Google non li tratta più come semplici archivi, ma come pagine vere e proprie. E lo stesso vale per i sistemi AI e nelle citazioni GEO: se una pagina non ha un ruolo chiaro, semplicemente viene ignorata.
Questo cambia il modo in cui vanno gestiti.
Un tag oggi funziona solo se è coerente a livello semantico: deve raccogliere contenuti che rispondono allo stesso intento, non articoli messi insieme perché “hanno qualcosa in comune”.
In più, non basta più la lista dei post. Serve un minimo di contenuto editoriale che spieghi cosa c’è dentro quella pagina e perché esiste. Bisogna aumentare il livello di qualità di queste pagine se si vuole ottenere un posizionamento.
Qui entra in gioco anche il tema delle entità.
Un tag efficace non è una parola chiave generica, ma rappresenta un argomento preciso, riconoscibile, con dei confini chiari. Più è definito, più è utile sia per Google che per l’utente.
Con le AI oggi questo passaggio è ancora più evidente. Le pagine che vengono prese come riferimento sono quelle che:
- sintetizzano un tema in modo chiaro
- sono facili da leggere e scansionare
- rimandano ad approfondimenti coerenti
Un tag fatto bene può rientrare perfettamente in questa logica. Di fatto diventa una pagina di sintesi, che introduce un argomento e organizza i contenuti collegati.
Se invece è solo un archivio automatico, senza criterio, resta una pagina vuota. E come tale viene trattata.
Tag di un sito web e piano editoriale
Per avere buoni risultati in termini di ottimizzazione SEO dei tag, come abbiamo letto, non basta aggiungere testo e migliorare i meta tag rispetto a una keyword principale. Bisogna lavorare in modo da pianificare l’aggiunta dei tag che non deve essere casuale ma capace di seguire una strategia.
Due sono le soluzioni per integrare gestione SEO dei tag e piano editoriale: non si sovrappongono ma, anzi, è buona norma lavorare in entrambi i modi per ottimizzare il proprio blog:
- Identifica i tag prima, in fase di definizione del piano editoriale.
- Imponiti un check semestrale o annuale per verificare la situazione.
Magari ci sono dei temi che possono essere utili per gli utenti e che vengono toccati da diversi articoli così puoi creare delle pagine di navigazione dopo la pubblicazione del blog, in modo da rendere ancora più semplice la scoperta di nuovi post. Vuoi un contributo per lavorare in questa direzione?
Mirko Ciesco
Data-Driven Growth Specialist
Aiuto aziende e startup a prendere decisioni migliori per crescere in modo misurabile. Sono specializzato in Web Analytics e performance digitale e lavoro all’intersezione tra dati, strategia e crescita.