AI Automation per aziende

Quante ore al mese vi costano le cose che rifate sempre uguali?

Copiare dati da un gestionale a un foglio, rispondere per la centesima volta alla stessa domanda, rimettere insieme lo stesso report ogni lunedì. Sono attività che si possono far girare da sole — e quasi sempre costano più di quanto in azienda si pensi.

Vediamo cosa si può automatizzare

Si parte dalle attività che vi pesano di più, non dalle più facili

Mirko Ciesco, consulente AI

Il lavoro ripetitivo non si vede in bilancio

Non c’è una voce di costo chiamata “ore perse a copiare dati”. Per questo resta lì per anni: nessuno la misura, quindi nessuno la taglia.

Tool che
non si parlano

Il gestionale, il CRM, i fogli condivisi e la casella di posta contengono le stesse informazioni scritte quattro volte. Qualcuno in azienda passa mezza giornata a settimana a tenerle allineate, e quel qualcuno di solito è pagato per fare altro.

Processi
che stanno in testa

Le procedure esistono ma non sono scritte da nessuna parte: stanno nella testa di una persona. Quando quella persona è in ferie o cambia lavoro, l’azienda si accorge di colpo di quanto dipendeva da lei.

Automazioni
fragili

Qualcosa è già stato automatizzato, magari da un fornitore che poi è sparito. Funziona finché funziona, e quando si rompe nessuno sa metterci mano. A quel punto si torna a farlo a mano, che almeno è prevedibile.

Su questo non lavoro da solo

L’automazione seria richiede due competenze che raramente stanno nella stessa persona: capire quali dati esistono davvero e quanto valgono, e costruire l’infrastruttura che li fa girare. Per questo lavoro in parallelo con Marco Pericci — e non da ieri: ci siamo conosciuti su isendu e da lì abbiamo lavorato insieme per anni.

Mirko Ciesco

Mirko Ciesco

Io mi occupo di

  • Capire quali attività pesano davvero, contando quante ore portano via.
  • Verificare che i dati che servono esistano, siano puliti e affidabili.
  • Misurare cosa è cambiato dopo, così l’investimento si può giudicare.

Dieci anni passati a misurare siti e processi tra CMS, CRM e dati grezzi.

Marco si occupa di

  • Costruire l’infrastruttura che fa girare i processi da sola.
  • Far parlare fra loro strumenti che oggi non si parlano.
  • Mettere l’AI dove ha senso, e lasciarla fuori dove non serve.

Ex founder: ha costruito isendu e l’ha venduta nel 2024. È il progetto su cui ci siamo conosciuti.

Il risultato è che nessuno dei due deve improvvisare il mestiere dell’altro. Io non vi vendo un’infrastruttura che non saprei mantenere, lui non vi vende una misurazione che non ha fatto. E dopo anni passati sugli stessi progetti non dobbiamo nemmeno metterci d’accordo su come si lavora: quel tempo lì lo abbiamo già speso.

Restiamo due professionisti indipendenti che lavorano insieme sui progetti in cui serve, e parlate sempre con noi due. Non siamo un’agenzia e non vi verrà fatturato come tale.

Da dove si comincia quasi sempre

Non sono esempi di fantasia: sono le tre categorie in cui rientra la maggior parte delle ore recuperabili in una PMI.

Dati che passano di mano da un sistema all’altro

Dati che
passano di mano

Informazioni che oggi qualcuno sposta a mano da un sistema all’altro: ordini, anagrafiche, richieste in entrata. È la categoria più noiosa e anche la più redditizia, perché il tempo recuperato è immediato e misurabile.

Risposte che si ripetono sempre uguali

Risposte
che si ripetono

Le domande che arrivano sempre uguali da clienti o colleghi. Non serve un chatbot che parli di tutto: serve un assistente che conosca i vostri documenti e risponda bene sulle dieci cose che vi chiedono davvero.

Documenti generati sempre allo stesso modo

Documenti
da mettere in ordine

Preventivi, report, riepiloghi che qualcuno riscrive ogni volta partendo dal file del mese prima. Si trasformano in qualcosa che si genera da solo e che resta uguale a sé stesso anche quando lo fa una persona diversa.

Prima si misura, poi si automatizza

L’ordine conta più di quanto sembri. Automatizzare un processo che nessuno ha misurato significa rendere più veloce qualcosa che magari non andava fatto affatto.

Si parte da una fotografia di quanto costa oggi un’attività: quante volte succede, quanto tempo prende, chi la fa. Da lì si capisce se vale la pena, e soprattutto quanto vale la pena. Se un’automazione fa risparmiare venti minuti al mese, non la costruiamo.

Quello che viene costruito resta vostro e documentato. Le automazioni girano su strumenti che potete gestire anche senza di noi — n8n, Make, o quello che già usate — proprio perché il problema più comune è ereditare un sistema che nessuno sa più toccare.

ai automation e analisi

Gli strumenti che ho costruito io

Oltre a quelli standard, uso cose che ho sviluppato per risolvere problemi che tornavano su più clienti.

Live

Otherwaise

Il motore con cui scalo la produzione di contenuti e documenti quando il volume diventa il problema.

Beta

Pyronyx

Agenti costruiti su misura: prima un prototipo sul vostro caso reale, poi si decide se vale la pena.

Live

Lucentix

Serve prima e dopo: per capire quali attività pesano, e per verificare che l’automazione abbia cambiato qualcosa.

Non dovete comprarli né impararli: sono strumenti miei, il vostro sistema gira su quello che sapete gestire.

Perché fidarvi della parte che tocca a me

La parte di misurazione e di dati è quella che porto io. Ecco da dove arriva.

Da docente

Master in Intelligenza Artificiale per i Processi Aziendali

UNINFORM Group

  • Insegno il Modulo 2, “Data Management e Cloud Basics: il carburante dell’AI”.
  • È esattamente il tema di un’automazione: se i dati non sono in ordine, il flusso si rompe alla prima eccezione.

Insegnare a un’aula di professionisti costringe a semplificare senza banalizzare. È lo stesso metodo che porto in azienda.

Da allievo

Executive Master “Intelligenza Artificiale e scelte manageriali”

Politecnico di Torino, con Deloitte

  • 100 ore sull’integrazione dell’AI nelle strategie aziendali e nel modello di business.
  • Machine learning, deep learning e NLP visti dal lato delle decisioni, non del codice.
  • Edizione 2026, coordinamento scientifico dei professori Emilio Paolucci ed Elisabetta Raguseo.

Serve a non vendervi l’AI come magia: so anche dove non conviene usarla.

Da allievo

AI Agentic Applications Masterclass

Data Masters

  • 18 ore in diretta su come si costruiscono davvero le applicazioni agentiche: LangChain, LangGraph, MCP.
  • Tutta la parte di RAG: embedding, vector store, e le tecniche per tenerlo in piedi quando i documenti diventano tanti.
  • Più le metriche, che è la domanda che quasi nessuno fa: come si misura se un agente sta facendo il suo lavoro.

Su un flusso serve a sapere dove mettere un modello e dove basta una condizione. La seconda si rompe molto meno.

La parte di infrastruttura la porta Marco, e su quella parla il suo curriculum meglio del mio.

Raccontateci cosa vi fa perdere più tempo

Mezz’ora per capire quali attività si ripetono e quanto costano davvero. Se viene fuori che si risolve con una procedura scritta invece che con un’automazione, ve lo diciamo: costa meno a voi e ci fa risparmiare tempo a tutti.

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