Piattaforme AI su misura

Il gestionale non parla col CRM. E voi in mezzo.

Ogni azienda ha tre o quattro sistemi che funzionano bene da soli e malissimo insieme. Una piattaforma su misura è il pezzo che li tiene uniti — e che usa l’AI dove serve capire, non solo spostare dati.

Raccontatemi il vostro caso

Il progetto resta vostro, anche il codice

Mirko Ciesco, consulente AI

Perché il software su misura ha una brutta fama

Quasi tutte le aziende che incontro ci sono già passate una volta, e non è finita bene. Le ragioni sono sempre le stesse tre.

Diventa
una gabbia

Il fornitore che l’ha scritto è l’unico che sa metterci mano. Ogni modifica passa da lui, ai suoi tempi e ai suoi prezzi. Dopo due anni l’azienda si accorge di non poter cambiare fornitore nemmeno volendo, perché il codice non l’ha mai visto.

Nasce
già vecchio

Sei mesi di analisi, poi si consegna qualcosa pensato per l’azienda com’era all’inizio. Nel frattempo sono cambiati processi e priorità, e la piattaforma nasce con una lista di modifiche già in coda.

Fa tutto
e niente bene

Si cerca di coprire ogni caso possibile, così ogni schermata ha venti campi di cui se ne usano tre. Le persone tornano a Excel, che almeno fa una cosa sola ma la fa in fretta.

Sta in mezzo, ed è tutto lì il valore

Una piattaforma su misura non sostituisce i vostri sistemi: li collega. Legge da dove i dati già esistono, ci ragiona sopra, e agisce dove serve — senza che nessuno debba più fare copia e incolla fra due schermate.

Legge da

Agisce su

Gestionale / ERP

Ordini, magazzino, fatturato

CRM

Clienti, trattative, storico

Database e fogli

Quello che oggi vive in Excel

Documenti

Contratti, capitolati, listini

La vostra piattaforma

Un solo posto dove le informazioni arrivano già messe insieme, con l’AI che fa il lavoro di lettura e sintesi.

Report e dashboard

Aggiornati da soli, non a mano

Email e notifiche

Quando succede qualcosa, non a fine mese

Documenti generati

Preventivi e riepiloghi coi dati veri

API verso altri sistemi

Perché il prossimo pezzo si attacchi

Non serve rifare niente di quello che avete: serve che resti allineato senza che qualcuno lo faccia a mano.

Dove vive il progetto, e chi ci può mettere le mani

È la domanda che nessuno fa in fase di preventivo e che tutti si fanno due anni dopo. Vale la pena rispondere prima.

Come va di solito

Il modello classico

  • Il codice sta da qualche parte, e quel qualche parte è del fornitore.
  • Per una modifica si apre un ticket e si aspetta.
  • Cambiare fornitore significa rifare da capo.
  • Nessuno in azienda ha mai visto come è fatto.
  • Se il fornitore sparisce, sparisce anche il progetto.

Come lavoro io

Quando volete autonomia

  • Costruisco su Replit: il progetto è un ambiente in cui entrate anche voi.
  • Vedete il codice, la cronologia delle modifiche e cosa gira in questo momento.
  • Chi in azienda se la cava può intervenire, o farlo fare a un vostro tecnico.
  • Se domani volete un altro fornitore, gli consegnate tutto e riparte da lì.
  • Se sparisco io, il progetto continua a girare lo stesso.

Sono Ambassador di Replit, ma non è per quello che ve lo propongo: è che è il modo più semplice per darvi le chiavi di casa vostra.

Con cosa è costruita

Tecnologie standard e riconoscibili, non un framework mio che poi solo io so mantenere.

Replit

Dove vive e gira il progetto

Ambiente di sviluppo e hosting in un posto solo, in cui posso darvi accesso. È quello che rende concreta la frase “il progetto è vostro”: non è una promessa, è un invito che potete accettare quando volete.

LangChain e LangGraph

La parte che ragiona

Servono quando la piattaforma non deve solo mostrare dati ma capirli: leggere un documento e tirarne fuori quello che serve, decidere cosa fare di una richiesta, fermarsi quando il caso è ambiguo.

API dei vostri sistemi

Il collegamento col resto

Quasi tutti i gestionali e i CRM ne hanno una, anche quando il fornitore non lo pubblicizza. Verificare che esista è una delle prime cose che faccio, perché cambia radicalmente costi e tempi.

Il vostro database

I dati restano dove sono

La piattaforma non crea un’ennesima copia dei dati da tenere allineata: legge dove già stanno. Una copia in più è un problema in più, ed è così che nascono i numeri che non tornano fra due sistemi.

Se avete un consulente informatico di fiducia, questa è la sezione da mandargli prima di decidere.

Prima una parte piccola che funziona

Il rischio dei progetti su misura è tutto concentrato all’inizio, quando si decide molto sapendo poco. Si riduce cominciando dalla fine sbagliata: da qualcosa che va in uso subito.

1. Un pezzo
solo, in uso

Scegliamo la cosa che oggi fa più male e costruiamo quella. Va in mano alle persone in poche settimane, non a fine progetto. Serve a scoprire subito le cose che nessuna analisi avrebbe previsto — e ce ne sono sempre.

2. Si aggiunge
quello che serve

Le funzioni successive nascono da come il primo pezzo viene usato davvero, non da un documento scritto sei mesi prima. Molte di quelle previste all’inizio spariscono per strada, ed è un risparmio.

3. Vi passo
le chiavi

Accesso all’ambiente, documentazione di com’è fatta, e una sessione con chi in azienda dovrà occuparsene. L’obiettivo dichiarato è che possiate andare avanti senza di me, anche se poi scegliete di non farlo.

Chi costruisce la vostra piattaforma

Ambassador

Programma Ambassador

Replit

  • Replit è la piattaforma su cui sviluppo i progetti che devono restare gestibili dal cliente.
  • Essere nel programma Ambassador significa conoscerne bene limiti e possibilità, non solo la vetrina.

È il motivo per cui posso darvi accesso al progetto senza che diventi un problema per nessuno dei due.

Da docente

Master in Intelligenza Artificiale per i Processi Aziendali

UNINFORM Group

  • Insegno il Modulo 2, “Data Management e Cloud Basics: il carburante dell’AI”.
  • È la materia di cui è fatta una piattaforma: dove stanno i dati, come si spostano, chi li tiene puliti.

Insegnare a un’aula di professionisti costringe a semplificare senza banalizzare. È lo stesso metodo che porto in azienda.

Da allievo

Executive Master “Intelligenza Artificiale e scelte manageriali”

Politecnico di Torino, con Deloitte

  • 100 ore sull’integrazione dell’AI nelle strategie aziendali e nel modello di business.
  • Machine learning, deep learning e NLP visti dal lato delle decisioni, non del codice.
  • Edizione 2026, coordinamento scientifico dei professori Emilio Paolucci ed Elisabetta Raguseo.

Serve a non vendervi l’AI come magia: so anche dove non conviene usarla.

E dieci anni passati a far funzionare cose in produzione, che è dove i progetti su misura si rompono davvero.

Qual è la schermata che aprite più spesso?

E soprattutto: quante volte al giorno copiate qualcosa da lì a un altro posto? Da quella risposta si capisce in mezz’ora se serve una piattaforma o basta molto meno.

Prenota la call

Rispondo io, non un modulo automatico.