AI Analytics

L’AI su dati sbagliati vi dà risposte sbagliate, solo più in fretta

È il motivo per cui tanti progetti di “analisi con l’AI” deludono: il modello fa il suo lavoro benissimo, ma su numeri che misuravano già la cosa sbagliata. La parte che cambia i risultati viene prima, e non è la più appariscente.

Vediamo cosa state misurando

Prima cosa misurate, poi come lo leggete

Mirko Ciesco, consulente AI

Mettere l’AI sopra all’analisi che avete vi porta dal sei al sette

Non è poco, ma non è la rivoluzione che vi hanno raccontato. E soprattutto: la stessa fatica spesa un piano più sotto rende molto di più.

La strada breve

Un assistente AI sopra ai dati che avete già

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Si collega un modello a Google Analytics e si comincia a fargli domande. I riassunti arrivano più in fretta e le tabelle diventano leggibili — cose vere e utili. Ma le risposte restano limitate da quello che era già stato tracciato, e cioè quasi sempre le visite e poco altro. Il modello non può dirvi qualcosa che nei dati non c’è.

La strada che consiglio

Prima si sistema cosa viene misurato

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Si parte dal tracciamento: cosa succede davvero sul sito, quali passaggi le persone fanno prima di comprare, dove si fermano. Quando quei dati esistono, l’AI ha finalmente materiale su cui ragionare — e allora sì che tira fuori cose che nessuno aveva visto. È lo stesso strumento, applicato a un’altra base di partenza.

Detta brutalmente: mettere una skill per fare analisi non è il modo migliore per fare analisi.

Quasi nessuno misura quello che gli servirebbe

Nella maggior parte delle aziende che apro, l’analytics è quello installato anni fa da qualcuno che se n’è andato. Conta le visite, e basta.

Le visite però non rispondono a nessuna delle domande che vi fate davvero: perché quel prodotto non vende, quali contenuti portano clienti e quali solo curiosi, in quale punto le persone si scoraggiano e chiudono. Per rispondere serve misurare comportamenti, non pagine.

È il motivo per cui ho costruito Nexavior: un tracciamento che registra cosa fanno le persone, non solo dove passano, e che restituisce quei dati in una forma su cui un modello può ragionare sul serio.

Tracciamento e analisi dei comportamenti sul sito

Dove l’AI fa una differenza vera

Non nel dirvi quante visite avete fatto: in quello Google Analytics era già bravo. Nelle tre cose che prima richiedevano una persona per giorni.

Trova schemi
che nessuno cerca

Un analista guarda le cose che si aspetta di trovare, perché il tempo è quello. Un modello passa in rassegna combinazioni che nessuno avrebbe pensato di controllare, e ogni tanto tira fuori una correlazione che spiega mesi di numeri strani.

Legge insieme
cose diverse

Numeri, testo delle recensioni, oggetti delle email, trascrizioni delle chiamate. Roba che finora restava in cartelle separate perché metterla insieme costava troppo tempo. È qui che l’AI vale davvero i soldi che costa.

Stima
cosa succederà

Con una base storica decente si passa dal raccontare com’è andato il mese scorso a stimare come andrà il prossimo. Con l’onestà di dire quanto la stima è affidabile: una previsione senza margine d’errore è un oroscopo.

Il tracciamento e l’analisi, costruiti da me

Uso i modelli di tutti — GPT, Claude, quelli che servono di volta in volta — ma lo strato che raccoglie i dati e quello che li interroga me li sono fatti io, perché è lì che gli strumenti commerciali si fermano.

Coming soon

Nexavior

Il tracciamento avanzato: registra i comportamenti delle persone sul sito, non solo le pagine viste. È la base senza cui tutto il resto resta un sei.

Live

Lucentix

Estrae e incrocia i dati con l’aiuto dei modelli, per far emergere le relazioni che in una tabella non si vedono.

Coming soon

SybilLM

La parte previsionale: stima come si muoveranno i numeri, dicendo anche quanto c’è da fidarsi.

Non dovete comprarli né impararli: sono il motivo per cui posso lavorare su dati che altrove non esistono.

Come si arriva a rispondere a una domanda

Si parte sempre da una domanda vera dell’azienda, non da un cruscotto da riempire.

1. Quale domanda
vi togliereste

Prima di guardare qualsiasi numero: qual è la cosa che vorreste sapere e oggi non sapete? Da lì si capisce quali dati servono, e quasi sempre si scopre che metà non viene raccolta. Meglio saperlo subito che dopo tre mesi di dashboard.

2. Si misura
quello che manca

Si sistema il tracciamento perché registri i comportamenti che contano per quella domanda. È la parte meno affascinante e quella che determina tutto il resto: senza, l’analisi resta un esercizio di stile.

3. Si analizza,
e si decide

Con i dati giusti l’analisi diventa rapida, e l’AI ci mette del suo trovando cose che non stavamo cercando. Ma la risposta finale deve essere una decisione che potete prendere, non un grafico da guardare.

Progetti in cui i numeri hanno deciso

In entrambi i casi la parte lunga non è stata l’analisi: è stata capire cosa valeva la pena misurare.

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Perché vi dico di partire dai dati e non dal modello

Da docente

Master in Intelligenza Artificiale per i Processi Aziendali

UNINFORM Group

  • Insegno il Modulo 2, “Data Management e Cloud Basics: il carburante dell’AI”.
  • Il titolo del modulo è già la tesi di questa pagina: senza carburante il motore non va, per quanto sia bello.

Insegnare a un’aula di professionisti costringe a semplificare senza banalizzare. È lo stesso metodo che porto in azienda.

Da allievo

Executive Master “Intelligenza Artificiale e scelte manageriali”

Politecnico di Torino, con Deloitte

  • 100 ore sull’integrazione dell’AI nelle strategie aziendali e nel modello di business.
  • Machine learning, deep learning e NLP visti dal lato delle decisioni, non del codice.
  • Edizione 2026, coordinamento scientifico dei professori Emilio Paolucci ed Elisabetta Raguseo.

Serve a non vendervi l’AI come magia: so anche dove non conviene usarla.

Da allievo

Percorso di carriera Machine Learning Engineer

Data Masters

  • Il percorso intero: machine learning classico, reti neurali, deep learning e reinforcement learning, con sotto la matematica e la statistica che li reggono.
  • E la parte che in azienda decide tutto: ML-Ops, cioè il momento in cui un modello smette di essere un esperimento e comincia a girare in produzione.
  • Livello avanzato, con certificazione finale verificabile.

Sui dati serve a distinguere la domanda che regge un modello da quella a cui basta una query fatta bene. Sono due preventivi molto diversi.

E dieci anni passati a misurare siti e campagne di aziende vere, che è dove si impara quali numeri contano e quali fanno solo scena.

Qual è la domanda a cui non riuscite a rispondere?

Ditemi quella, e in mezz’ora capiamo se i dati per rispondere ci sono già, se vanno raccolti, o se la domanda va riformulata — cosa che capita più spesso di quanto sembri.

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