SEO per ecommerce

Il traffico che serve a uno shop non è quello che fa numero

Mille visite che guardano il blog valgono meno di cinquanta che cercano il prodotto con la taglia e il colore. Lavoro sulle keyword transazionali e sulle pagine che le intercettano — categorie, filtri e schede prodotto — perché è lì che si decide un ordine.

Parliamo del tuo shop

La vendita parte da domande consapevoli sui motori di ricerca

Mirko Ciesco, consulente SEO

Dove si perdono gli ordini, di solito

Su un ecommerce i problemi SEO non sono astratti: si contano in carrelli che non si sono mai aperti.

Le categorie
sono pagine vuote

Sono le pagine che possono portare più traffico commerciale e quasi sempre hanno solo una griglia di prodotti e due righe di testo. Chi cerca la categoria è a un passo dal comprare: se non ti trova lì, ti trova un competitor con la stessa merce.

I filtri generano
migliaia di pagine

Colore, taglia, prezzo, ordinamento: ogni combinazione crea un URL. Google ci si perde dentro, spreca il tempo che aveva per te su pagine inutili e intanto non passa mai dalle schede che vendono davvero.

Le schede sono
quelle del fornitore

La descrizione arrivata col catalogo, identica su altri venti shop. Google sceglie di mostrarne una sola, e non c’è motivo perché scelga la tua. È il problema più diffuso e anche il più semplice da spiegare a chi decide.

Su quali piattaforme lavoro

Ognuna ha i suoi limiti e i suoi vizi. Conoscerli in anticipo evita di proporvi cose che su quella piattaforma non si possono fare.

WooCommerce

Il più flessibile, e il più lasciato andare

Su WordPress si può intervenire su tutto, ed è un vantaggio enorme. Il rovescio è che con dieci plugin attivi le performance crollano e le pagine si duplicano da sole: si parte quasi sempre da una pulizia.

Shopify

Comodo, con limiti da conoscere

Gestione dei filtri e struttura degli URL delle collezioni sono i punti dolenti, e non si possono cambiare come su WordPress. Si lavora sapendo dove si può spingere e dove conviene aggirare il problema.

PrestaShop

Molto diffuso nelle PMI italiane

Spesso installato anni fa e mai più toccato, con moduli che si accavallano. Ha buone possibilità di ottimizzazione, ma vanno cercate: quasi nessuno le usa e questo diventa un vantaggio competitivo.

Magento ed enterprise

Cataloghi grandi, problemi grandi

Qui il tema è il crawl budget: con decine di migliaia di URL, far arrivare Google sulle pagine giuste è metà del lavoro. Si interviene su faccettatura, paginazione e priorità di scansione.

Ecommerce custom

Nessuna regola, solo il codice

Le piattaforme fatte su misura hanno problemi unici e nessuna guida a cui affidarsi. Si lavora insieme a chi sviluppa, e questa è la parte in cui l’essere anche tecnico invece che solo SEO fa la differenza.

Se la piattaforma non è in elenco, chiedimelo lo stesso: i principi non cambiano, cambia dove si va a metter mano.

Prima le categorie, poi tutto il resto

Su quasi tutti gli shop il lavoro che rende di più è lo stesso: trasformare le pagine di categoria in pagine vere, capaci di rispondere a chi sta cercando quel tipo di prodotto e non un modello preciso.

Poi si mette ordine nella scansione: filtri e ordinamenti che generano URL infiniti vanno chiusi o gestiti, perché ogni pagina inutile che Google visita è tempo che non dedica alle schede che vendono.

Infine le schede prodotto. Non serve riscriverle tutte — sarebbero migliaia — ma quelle che contano sì, partendo da quelle con margine più alto o già vicine alla prima pagina. È lì che un piccolo miglioramento si sente subito sul fatturato.

Ottimizzazione SEO delle pagine di un ecommerce

Quando ha funzionato davvero

Progetti in cui la crescita organica si è tradotta in fatturato, non in visite.

Badacare

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Su migliaia di pagine serve altro

I tool standard si fermano prima quando il catalogo è grande. Alcune analisi le faccio fare a strumenti che mi sono costruito.

Live

Maphira

Scansiona cataloghi grandi con controlli su misura: è così che vengono fuori i duplicati e le trappole dei filtri.

Live

Lucentix

Incrocia posizionamento, traffico e margini per capire su quali categorie conviene lavorare prima.

Coming soon

SybilLM

Stima quanto può rendere un intervento prima di farlo: su un catalogo grande la differenza fra due priorità vale mesi di lavoro.

Quante referenze hai, e quante ne vendi davvero?

È la prima domanda che faccio, perché la risposta cambia tutto il resto. Mandami l’indirizzo dello shop: in mezz’ora si capisce se il problema è la struttura, i contenuti o l’assortimento — e la terza non la risolve la SEO.

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