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Come usare la Search Console per migliorare le prestazioni del tuo sito web
SEO
Google Search Console è uno di quegli strumenti che ogni proprietario di un sito dovrebbe conoscere, anche senza essere un esperto SEO.
Il motivo è semplice: ti permette di osservare il tuo sito dal punto di vista di Google. Puoi capire quali pagine vengono indicizzate, per quali ricerche compaiono nei risultati, quante persone fanno clic e quali problemi potrebbero limitarne la visibilità.
Ma avere accesso a tutti questi dati non significa automaticamente saperli usare.
In questa guida vediamo quindi cos’è Google Search Console, quali sono le funzioni più utili e soprattutto come sfruttare le informazioni che raccoglie per individuare problemi e opportunità di miglioramento del tuo sito.
Indice dei contenuti
Cos’è Google Search Console
La Search Console di Google è una piattaforma gratuita che puoi usare per correggere errori e migliorare le prestazioni di un sito. Nella dashboard trovi i rapporti del vecchio Webmaster Tool rinnovati e migliorati, ma ci sono anche strumenti nuovi. Obiettivo: migliorare la tua presenza online.

Con la Search Console (tool SEO principale insieme a Bing Webmaster Tool) puoi correggere errori di indicizzazione, migliorare il posizionamento delle pagine web per le query che ti interessano, suggerire risorse obsolete e forzare il passaggio del crawler di Google. Insomma, c’è tanto da sfruttare su questo tool.
Un piccolo aneddoto interessante riguarda il logo di Search Console, che nel 2025 ha cambiato veste allineandosi allo stile degli altri tool di Google.

Breve introduzione: come si accede
Prima di scoprire le funzioni più interessanti per chi lavora con l’ottimizzazione dei siti web è giusto ricordare che per entrare nella Search Console di Google bisogna aggiungere la proprietà del proprio sito web. Questo si può fare in diversi modi, come suggerisce la guida ufficiale di Mountain View:
- Caricamento di un file HTML sul sito web.
- Inserimento di codice nella sezione head.
- Aggiunta di un record DNS nel provider.
- Codice di monitoraggio Google Analytics.
- Snippet suggerito attraverso Tag Manager.
Dato che l’uso di Google Analytics è (quasi) universale conviene fare il check attraverso questo metodo, in modo da associare le due piattaforme. Verificare la proprietà del dominio nella Search Console è il primo passo per il tuo percorso di miglioramento grazie ai dati che vengono estrapolati dal tool.
Strumenti per l’ottimizzazione SEO
Caricare la sitemap xml, monitorare link interni e in entrata, verificare eventuali penalizzazioni: ci sono diverse soluzioni che puoi usare per la gestione e l’ottimizzazione SEO del tuo sito web. Tra le varie utility proposte, molte già presenti nel Webmaster Tool e migliorate, credo che sia giusto portare l’attenzione su tre elementi.
Indicizzazione delle pagine
Vuoi scoprire risorse non indicizzate, errori soft 404, pagine non trovate e con canonical non ottimizzato? Devi dare uno sguardo al rapporto sull’indicizzazione. Importante notare e studiare la sezione dedicata alle pagine escluse, cercando di prendere nota del motivo per cui avviene.

E soprattutto se è un’azione voluta. Molto importante la nota che ti suggerisce la mancata indicizzazione per robots.txt. Così se ci sono problemi ed errori di impostazione puoi subito intervenire. E risolvere.
Rapporti sul rendimento e Discover
Questa è la sezione più interessante per chi si occupa di search engine optimization, content marketing e SEO copywriting. Qui puoi trovare i dati relativi al posizionamento delle pagine web e alle performance ottenute sul motore di ricerca. In particolar modo puoi organizzare dati su:
- Impression, frequenza con cui appari.
- Click al sito provenienti dalla SERP.
- Posizione media nei risultati di ricerca.
- Contenuti multimediali su Google.
- Dispositivi utilizzati per trovarti.
- Paese in cui appare il tuo risultato.
Questo è solo un assaggio. Il sistema che permette di attivare filtri, includendo ed escludendo valori, consente di estrapolare dati preziosi. Che puoi usare per capire come ottimizzare il lavoro di web copywriting.
La possibilità di scaricare in formato Excel e ampliare o ridurre il tempo dell’analisi trasforma la Search Console in un SEO tool potente per prendersi cura dei contenuti del proprio sito. Così è facile capire cosa si posiziona bene e come migliorare i vecchi articoli di un blog (per fare un esempio).
Di recente è possibile utilizzare il nuovo filtro per tipo di ricerca multimodale nei report sul rendimento.

Nello specifico fornisce insight su come vengono mostrati i contenuti quando gli utenti cercano utilizzando immagini (ad esempio con la fotocamera di uno smartphone). I dati riportati qui includono le ricerche con Lens, Cerchia e Cerca su Android, i caricamenti di immagini nella Ricerca Google e la funzionalità “Cerca questa immagine” di Chrome, accessibile con il tasto destro del mouse.
Configurare il report Rendimento con l’AI
Google ha introdotto anche una configurazione basata sull’intelligenza artificiale all’interno del report Rendimento. Invece di impostare manualmente filtri, metriche e confronti, possiamo descrivere in linguaggio naturale ciò che vogliamo analizzare.
Ad esempio, possiamo chiedere “quali articoli del blog vanno meglio questo mese?” oppure “confronta il traffico delle pagine del blog con lo stesso periodo dello scorso anno”. Search Console interpreta la richiesta e configura automaticamente il report.

Attenzione però: l’AI non analizza i dati al posto nostro, ma traduce la richiesta nei filtri e nelle impostazioni disponibili nel report. Google la considera inoltre una funzionalità sperimentale, quindi è sempre consigliabile controllare che la configurazione proposta corrisponda effettivamente alla nostra richiesta.
Search console e controllo URL
Di sicuro è uno degli strumenti più importanti e usati. Nel momento in cui pubblichi una pagina web o fai delle modifiche alle tue risorse puoi inserire l’URL in questo form e avviare una scansione.
Come funziona? La Search Console analizza la pagina, mostra una serie di informazioni (anche status code) e ti suggerisce un’azione: re-indicizzare la pagina. In questo modo forzi lo spider su ciò che hai pubblicato o modificato per registrare le modifiche. E ottenerle in tempo reale nella serp.
Questo funziona bene per le singole pagine, se vuoi attivare una submit generale del sito per consentire a Google di analizzare tutto il portale conviene fare sempre un’introduzione della sitemap rigenerata.
Per approfondire: fai una scansione del tuo sito con Screaming Frog
Analisi di Core Web Vitals e user experience
Oltre all’ottimizzazione pura e semplice del portale, in relazione alla SEO e al posizionamento sui motori di ricerca, la Search Console di Google offre diversi strumenti per il miglioramento delle performance. Il concetto di Core Web Vitals tenta di superare l’idea di semplice miglioramento della velocità di caricamento pagina per puntare verso un concetto completo di user experience.
Osservare questi dati sulla Search Console è un passaggio essenziale. Oggi questo è possibile grazie a un report che lavora per gruppi di URL. Se trovi problemi rispetto ai valori Core Web Vitals per alcuni URL puoi andare nel Pagespeed Insight o in Lighthouse per analisi approfondite volte alla risoluzione dei punti.
Nota: dal 2021 i parametri del Core Web Vitals saranno inseriti tra i fattori di ranking, quindi sarà ancora più importante monitorare via Search Console questi punti.
Monitorare Instagram, TikTok, X e YouTube con Search Console
Search Console non permette più di monitorare soltanto siti web. È possibile aggiungere anche account Instagram, TikTok, X e YouTube attraverso le cosiddette proprietà della piattaforma.
Lo scopo non è sostituire gli strumenti di analytics delle singole piattaforme, ma rispondere a una domanda diversa: come vengono trovati i nostri contenuti social attraverso Google?
Possiamo analizzare clic e impressioni provenienti da Google, individuare le query che portano gli utenti verso i nostri contenuti e capire quali post o video ottengono maggiore visibilità organica.
Monitorare la visibilità nell’AI generativa
Google Search Console permette di analizzare anche la visibilità dei propri contenuti nelle esperienze di ricerca basate sull’intelligenza artificiale, come AI Overviews e AI Mode.
I nuovi report dedicati all’AI generativa consentono di capire quali pagine del sito vengono mostrate all’interno di queste esperienze e di analizzarne le impressioni nel tempo. I dati possono essere approfonditi per pagina, Paese, dispositivo e data, così da individuare quali contenuti riescono a ottenere maggiore esposizione nelle risposte generate dall’AI.

È importante distinguere questi report dal classico report Rendimento. Le interazioni con le funzionalità AI di Google continuano infatti a contribuire ai dati complessivi della Ricerca, mentre i report dedicati permettono di isolare e analizzare più facilmente la visibilità ottenuta nelle esperienze generative.
Questo significa che Search Console può aiutarci a rispondere a domande come: quali pagine del mio sito vengono mostrate più spesso nelle esperienze AI di Google? La loro visibilità sta aumentando o diminuendo? Da quali Paesi e dispositivi arrivano le impressioni?
C’è però una distinzione importante: visibilità non significa necessariamente traffico. Una pagina può essere utilizzata o mostrata all’interno di un’esperienza generativa senza che l’utente abbia bisogno di visitare il sito. Per questo motivo questi dati vanno letti insieme alle metriche tradizionali, e non come loro sostituti.
Per chi si occupa di SEO è probabilmente questo l’aspetto più interessante: Search Console non serve più soltanto a capire come un sito appare nei classici risultati di ricerca, ma anche quale spazio riesce a conquistare nelle nuove modalità con cui Google utilizza e presenta i contenuti del web.
Google Search Console è davvero indispensabile?
Se il tuo sito deve essere trovato su Google, direi di sì.
Non perché Search Console risolva automaticamente i problemi SEO o ti dica esattamente cosa fare, ma perché mette a disposizione informazioni che difficilmente puoi ottenere altrove: come Google interpreta le tue pagine, per quali ricerche le mostra e quali problemi incontra durante scansione e indicizzazione.
Il vero valore, però, arriva quando questi dati diventano decisioni.
Una pagina riceve molte impression ma pochi clic? Puoi lavorare sul modo in cui appare nei risultati. Un contenuto si posiziona per query che non avevi considerato? Potrebbe esserci un’opportunità da sviluppare. Alcune pagine importanti non vengono indicizzate? Hai un problema da approfondire.
È questo il modo in cui consiglio di utilizzare Search Console: non come una dashboard da controllare ogni tanto, ma come uno strumento di analisi da interrogare quando vuoi capire cosa sta succedendo alla visibilità organica del tuo sito.
I dati, da soli, raccontano cosa è successo. Sta a noi trasformarli in una strategia SEO per migliorare ciò che succederà dopo.
A cosa serve la Google Search Console?
Serve a monitorare e migliorare la presenza del tuo sito nei risultati di Google: puoi correggere errori di indicizzazione, controllare il posizionamento delle pagine per query specifiche, verificare la velocità di caricamento e forzare la scansione di nuovi contenuti. È lo strumento gratuito con cui Google ti dice esattamente cosa vede del tuo sito e dove intervenire.
Come si attiva e a cosa si accede in Google Search Console?
Per accedere devi verificare la proprietà del sito, scegliendo tra file HTML, codice nella sezione head, record DNS, Tag Manager o il codice di Google Analytics. Quest’ultimo metodo è il più comodo perché quasi tutti i siti hanno già Analytics installato, così colleghi subito le due piattaforme. Una volta verificata la proprietà, hai accesso a tutti i rapporti sulla dashboard.
Come si chiamava la Search Console prima?
Prima si chiamava Google Webmaster Tool. Search Console ne ha ripreso e migliorato i rapporti originali, aggiungendo nuove funzioni come i Core Web Vitals e il rapporto di velocità, oggi assenti nella vecchia versione.
Cosa mostra il rapporto sul rendimento di Search Console?
Il rapporto sul rendimento raccoglie impression, click, posizione media e CTR delle tue pagine in SERP, con filtri per dispositivo, paese e query. È la sezione più utile per chi fa SEO copywriting: individui subito le pagine vicine a buoni piazzamenti (posizioni 8-20) su cui vale la pena lavorare per guadagnare posizioni.
Cosa sono i Core Web Vitals in Search Console?
Sono tre metriche che misurano l’esperienza utente durante il caricamento: LCP (tempo di visualizzazione dell’elemento più grande), RPI (tempo di risposta alla prima interazione) e CLS (stabilità del layout durante il caricamento). Search Console li raggruppa per URL così puoi capire dove intervenire, mentre per l’analisi approfondita conviene usare PageSpeed Insights o Lighthouse.
A cosa serve lo strumento di ispezione URL in Search Console?
Ti permette di inserire l’indirizzo di una pagina appena pubblicata o modificata e avviare una scansione immediata. Il tool mostra lo status code e ti suggerisce di richiedere l’indicizzazione, forzando così il crawler di Google a registrare le modifiche più velocemente rispetto ai tempi naturali di scansione.
Perché una pagina risulta esclusa dall’indice di Google?
Il rapporto sulla copertura dell’indice in Search Console indica il motivo esatto dell’esclusione: può trattarsi di errori soft 404, canonical non ottimizzato, pagine non trovate o blocco da file robots.txt. Controllare periodicamente questa sezione ti permette di capire se l’esclusione è voluta o è un errore da correggere subito.
Come posso sapere se il mio sito appare nelle risposte dell’AI di Google?
Google Search Console permette di analizzare la visibilità delle pagine del sito nelle esperienze basate sull’intelligenza artificiale, come AI Overviews e AI Mode. I report dedicati consentono di verificare le impressioni ottenute e di approfondire i dati per pagina, Paese, dispositivo e periodo.
Qual è la differenza tra il report AI e il report Rendimento di Search Console?
Il report Rendimento mostra complessivamente come il sito si comporta nella Ricerca Google, includendo anche le interazioni provenienti dalle funzionalità AI. I report dedicati all’AI generativa permettono invece di isolare questa visibilità e analizzare più facilmente le pagine mostrate nelle esperienze generative di Google.
Posso vedere quali pagine del mio sito compaiono nelle AI Overviews?
Sì. I dati di Search Console permettono di individuare le pagine che ottengono impressioni nelle esperienze generative e confrontarne l’andamento nel tempo. Questo può essere utile per capire quali contenuti del sito Google tende a utilizzare o mostrare maggiormente nelle proprie funzionalità basate sull’AI.
Tag: Strumenti per il web
Mirko Ciesco
Data-Driven Growth Specialist
Aiuto aziende e startup a prendere decisioni migliori per crescere in modo misurabile. Sono specializzato in Web Analytics e performance digitale e lavoro all’intersezione tra dati, strategia e crescita.