Cos’è Screaming Frog e come usarlo per ottimizzare il sito web

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Cos’è Screaming Frog e come usarlo per ottimizzare il sito web

Screaming Frog è un SEO tool che simula il crawler di Google (Googlebot) per analizzare pagine e struttura di un sito web. Grazie alla sua analisi puoi individuare errori tecnici e mancanze in termini di ottimizzazione on-page. Oltre a questo, puoi anche migliorare la velocità di caricamento di un sito web.

Questo crawler per le analisi e i SEO audit, infatti, oltre a svolgere una serie di funzioni base per chi si occupa di ottimizzazione e analisi tecnica – tipo lunghezza del tag title, assenza di testo alternative e meta tag description – può aiutarti migliorare il caricamento delle pagine sui browser degli utenti.

E, di conseguenza, il possibile posizionamento nella serp dato che, forse già lo sai, i tempi di upload sono un fattore di ranking. Ma in che modo tutto questo avviene? Come sfruttare Screaming Frog per velocizzare e ottimizzare il tuo progetto? Scopriamolo insieme, continua a leggere il post.

Cosa fa Screaming Frog?

Per capire esattamente come può aiutarti questo SEO tool nell’opera di miglioramento delle performance bisogna fare una piccola analisi della sua attività. Quando apri questo tool dal tuo desktop (funziona su Windows, Mac e Linux) puoi inserire l’URL da analizzare per iniziare il lavoro.

Per i siti web più grandi – ad esempio gli ecommerce o i portali istituzionali – c’è bisogno di tempo. Ma in ogni caso alla fine della scansione Screaming Frog restituisce un elenco di tutte le risorse del tuo sito, organizzate in modo da poter escludere o includere quello che serve per arrivare a una conclusione.

Ad esempio attraverso questo tool puoi scoprire tutte le pagine che non hanno la meta description, comprendere il livello di profondità del sito analizzato, verificare la presenza di broken link e altro ancora. A questo proposito cerchiamo di capire cosa puoi scoprire rispetto alla velocità di upload.

Da leggere: come ottimizzare il caricamento dei font

Valutare il response time

Vale a dire il tempo che impiega il server a restituire una determinata pagina web nel momento in cui viene interrogato da un utente online. Nello specifico, il response time (o tempo di risposta) fotografa i secondi impiegati per inviare una richiesta HTTP e ottenere la risposta completa dal server.

Screaming Frog restituisce questa metrica organizzando ogni risorsa valutata nell’interfaccia presentata all’utente. Ovviamente con il tempo di risposta registrato per la singola voce.

A cosa serve tutto questo? In primo luogo a capire se è arrivato il momento di cambiare hosting, dato che una delle cause principali di un response time lento riguarda la presenza di servizi con hardware e software non adeguati alle tue necessità. E che comportano tempi di risposta più lenti per l’utente.

Dimensioni delle immagini

Molto interessante questo punto. Attraverso la scansione di Screaming Frog puoi indicare il limite da valutare per la dimensione delle immagini. Di base il tetto massimo è impostato su 100 Kb, ma puoi modificarlo. In questo modo hai la possibilità di scoprire eventuali visual molto pesanti e decidere un’eventuale compressione. Non esiste una dimensione giusta a priori, devi valutare il singolo caso.

Ecco perché, oltre al filtro che impone un limite alle immagini, nella ricerca dedicata solo al visual (mostrata dal video) puoi organizzare il contenuto anche in base alla dimensione e gestire una riflessione più accurata sul peso delle immagini ottimale. Che resta uno dei fattori fondamentali da migliorare.

Usa Screaming Frog con Pagespeed Insight

Non tutti sanno che con la versione 12 di Screaming Frog è possibile connettere il tool con le API del Pagespeed Insight di Google. In questo modo è facile ottenere tutti i dati di questo strumento per la verifica della velocità nella dashboard dell’emulatore di crawling. Perché lavorare in questa direzione?

Ne abbiamo veramente bisogno? Google suggerisce già molti strumenti per ottimizzare i tempi di caricamento delle pagine (pensa, ad esempio a ciò che puoi ottenere con la Search Console)

C’è da dire che i dati dettagliati del Pagespeed Insight si basano ancora sull’analisi di un singolo URL. Puoi ipotizzare un lavoro del genere su un progetto editoriale o un ecommerce di grandi dimensioni? No, ecco perché usare Screaming Frog ti può aiutare ad automatizzare e velocizzare il processo.

Verifica delle pagine AMP

Hai virato verso AMP (Accelerated Mobile Page) per velocizzare il caricamento delle pagine da mobile e usare la spinta di questa soluzione su Google? Perfetto, ora devi sapere che puoi sfruttare Screaming Frog SEO Spider per controllare il buon funzionamento di questa tecnologia.

E lo puoi fare con un impegno veramente ridotto. Attraverso lo strumento ufficiale (validator.ampproject.org), il SEO Spider di Screaming Frog analizzerà i vari URL riconducibili alla condizione AMP, scoverà eventuali problemi e li convaliderà verificando il markup richiesto.

Da leggere: come e quando fare restyling del sito

Vuoi usare questo SEO tool?

Io consiglio di usarlo con costanza, proprio per entrare in quel ciclo di Deming che ti suggerisce di procedere verso analisi e azioni costanti, continue e prolungate nel tempo. Obiettivo? Un web sempre più veloce e performante, con risultati da affiancare ai vari Pingdom, WebPageTest e Gtmetrix.

C’è un punto da aggiungere: non sempre usare Screaming Frog è alla portata di tutti. Anzi, in alcuni casi può essere una vera sfida riuscire a estrarre dei dati utili perché questo SEO tool riesce a ottenere valori interessanti. Ma devono essere interpretati da chi ha conoscenze ed esperienza.

Tag: Strumenti per il web

Mirko Ciesco

Mirko Ciesco

Web Performer

Sviluppatore web esperto in web performance. Realizza siti web, ottimizza la SEO tecnica e migliora l’usabilità dei siti internet attraverso la web analytics. Collabora con Studio Samo e tiene corsi di web design in Novel Academy a Torino.