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Hai un sito web lento? Ecco perché è importante velocizzarlo
Digital Marketing
Un sito web viene considerato lento quando impiega più di 3 secondi a caricarsi, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.
Se utilizzi alcuni dei più famosi strumenti per l’analisi della velocità del sito potresti ottenere questi punteggi di performance:
- 🔴 0-49 (lento): Rosso
- 🟠 50-89 (medio): Arancione
- 🟢 90-100 (veloce): Verde
In questo modo avrai una contesto più comprensibile su quali problemi affliggono il tuo sito che impiega molti secondi a caricarsi correttamente.
Ora ti spiegherò perché è importante tenere in considerazione la velocità di un sito, nel dettaglio quali problematiche può portare avere pagine web pesanti e quali accortezze possiamo intraprendere per rimediare.
Nota editoriale 2026 — Questo è il primo articolo che ho pubblicato sul blog, era il maggio 2019. L’ho aggiornato oggi senza riscriverlo da zero: la spina dorsale resta quella, ma ho aggiunto un livello nuovo. Ogni sezione operativa ha un box “Oggi con un LLM” con un prompt pronto da copiare — perché molte ottimizzazioni che nel 2019 richiedevano uno sviluppatore, oggi le puoi impostare in autonomia chiedendole bene all’AI.
Indice dei contenuti
Ridurre la percentuale di abbandono degli utenti
Uno studio di Google rileva che nel 53% dei casil’utente interrompe la navigazione se alla pagina occorrono più di 3 secondi per caricarsi.
Più il caricamento della pagina è lento, più aumenta il bounce rate, ovvero la percentuale di abbandono.
Se vendi online attraverso un e-Commerce dovresti prendere in seria considerazione questo aspetto: un certo tasso di abbandono è fisiologico (ma anche rimediabile), però quando supera certe percentuali bisogna intervenire per arginare le perdite.
Il tasso di abbandono (bounce rate) cresce proporzionalmente con l’aumento del tempo di caricamento di una pagina. Ma a cosa è dovuto questo rallentamento?

Sito lento a caricare: le cause principali
Su centinaia di siti che ho analizzato negli ultimi anni ci sono moltissimi aspetti da non sottovalutare per velocizzare l’apertura delle pagine web.
I problemi riscontrati maggiormente sono le dimensioni totali di una pagina, dovute ad esempio ad immagini molto pesanti e altre risorse non ottimizzate o per giunta il caricamento di file non necessari su tutte le pagine del sito.
A volte la presenza di contenuti pesanti di alta qualità come i video possono provocare un ulteriore caricamento lento della pagina. In questi casi è bene utilizzare strategie alternative che permettono di caricare velocemente solo l’anteprima del video.
Inoltre è bene prestare la giusta attenzione nell’acquisto di un servizio hosting!
Accertati di non avere un server lento, ma che utilizzi una compressione Gzip o Brotli e sia provvisto di un certificato di sicurezza per ottenere l‘HTTPS. In questo modo potrai attivare o farti installare il protocollo di rete HTTP/2 o HTTP/3 che contribuiscono a velocizzare notevolmente le pagine web e a ridurre i tempi di latenza.
Altre problematiche potrebbero arrivare da tecniche di progettazione obsolete (come i siti concepiti solo per PC e non ottimizzati per lo smartphone) o da una scarsa attenzione dello sviluppatore del sito alle nuove tecniche di web performance che permettono di ottenere ottimi risultati!
Hai un sito in più lingue ed è visibile da più parti del mondo? Allora potrebbe esserti utile l’utilizzo di una CDN (Content Delivery Network) che permette di usare il server più vicino alla posizione dell’utente e ridurre il tempo risposta per mostrare il tuo sito web.
Secondo le statistiche di HTTP Archive in media il peso di una pagina web è di circa 1.8 MB su desktop e 1.6 MB su mobile. Io consiglio, come altri esperti del settore, di non superare 1 MB!
Dal 2021 Google ha reso ufficiali i Core Web Vitals — tre metriche che misurano la qualità reale dell’esperienza utente:
- LCP (Largest Contentful Paint, quanto tempo serve a mostrare il contenuto più grande della pagina),
- CLS (Cumulative Layout Shift, quanto la pagina “salta” durante il caricamento)
- INP (Interaction to Next Paint, quanto risponde rapidamente al primo click). Sono diventate fattori di ranking SEO.
Quindi quando parliamo di “sito lento” oggi non parliamo solo di secondi totali: parliamo di questi tre parametri specifici.
Oggi con un LLM
Apri DevTools (F12) → tab Network → ricarica la pagina → tasto destro su una request qualsiasi → “Save all as HAR with content”. Ora hai un file HAR con tutta la cascata di rete. Caricalo nel tuo LLM preferito con questo prompt:
"Allego il file HAR del pannello Network del mio sito. Dimmi:
1) quali risorse bloccano il rendering iniziale (render-blocking),
2) quali script si possono caricare in defer o async senza rompere nulla,
3) quali risorse pesano più di 200KB e andrebbero compresse o aggiunto il lazyload,
4) c'è qualche risorsa che potrei precaricare con preconnect o preload per migliorare l'LCP.
Ordina i fix dal più impattante al meno."
In 2 minuti hai una to-do list ordinata per ROI. Nel 2019 lo stesso lavoro richiedeva più di un’ora di analisi manuale del waterfall.
In quali casi potresti non aver bisogno di velocizzare il sito internet
Non dovresti preoccuparti di avere un sito web lento se:
- Tu o il tuo brand avete una forte presenza online
- Il tuo prodotto o il tuo servizio è unico e i clienti possono acquistarlo solo da te
- Il tuo servizio post vendita è così efficiente da far dimenticare la lentezza per ottenerlo
- I tuoi clienti sono consapevoli che i prezzi sul tuo sito sono estremamente vantaggiosi rispetto alla concorrenza
- Il tuo pubblico visita il tuo sito prevalentemente da desktop
- I tuoi clienti ti cercano e ti contattano primariamente sui canali social
Ma se tu volessi aumentare maggiormente la tua visibilità online e migliorare l’esperienza dell’utente sul tuo sito dovresti prendere in seria considerazione la velocità del sito.
Su desktop si carica velocemente e sullo smartphone?
A volte la velocità di caricamento di un sito non è correttamente percepita perché viene valutata solamente da pc o smartphone e in presenza di una connessione veloce.
Bisogna tener presente però che non sempre si dispone di una copertura ottimale e spesso, in mobilità, il 5G non è disponibile.
Inoltre la latenza della connessione mobile può essere elevata e ciò provoca rallentamenti e se il sito non è ottimizzato risulta troppo lento, impiegando così molti secondi a caricarsi correttamente.
Insomma, la percentuale di stress si impenna!
Sito WordPress lento?
La velocità del tuo sito WordPress è importante e quando utilizzi temi professionali o gratuiti, c’è una buona probabilità di installare template molto belli esteticamente ma che spesso non hanno un codice ottimizzato ed immagino che sia per questo che stai leggendo questo articolo.
Scommetto che il tuo sito necessitava di più funzionalità, che il tema non forniva, e avrai installato ulteriori plugin per ottenere ciò che volevi.
Il mio consiglio? Se hai tempo puoi seguire step by step ogni suggerimento che trovi in questo articolo e valutare tu stesso cosa provoca lentezza nel tuo sito.
Nel 2026 i buoni hosting partono già da versioni PHP 8.2 o 8.3, che è 3-4x più veloce di PHP 5.6 a parità di codice. I veri colli di bottiglia su WordPress oggi sono questi tre:
- Plugin troppi e scelti con leggerezza. Ogni plugin aggiunge query al database e script al frontend. Anche su pagine dove non serve.
- Immagini in formato sbagliato. Un’immagine PNG da 800KB nel 2026 è ingiustificabile: AVIF e WebP comprimono il 50-70% in più a parità di qualità.
- Caching e CDN inesistenti o mal configurati. Un plugin come WP Rocket + un CDN tipo Cloudflare/BunnyCDN risolvono l’80% dei problemi senza toccare codice.
Oggi con un LLM
Scarica via FTP il tuo functions.php (cartella del tema attivo). Caricalo nella chat del tuo LLM preferito con questo prompt:
"Ecco il functions.php del mio tema WordPress. Analizzalo e dimmi:
1) ci sono hook che fanno query al DB in modo inefficiente (es. chiamate get_posts o WP_Query dentro loop),
2) ci sono script o CSS che vengono enqueued globalmente ma servirebbero solo su certe pagine (template-specific),
3) suggerisci dove inserire wp_dequeue_script o wp_deregister_style per alleggerire il frontend.
Scrivimi il codice esatto da aggiungere, con commenti che spiegano cosa fa."
L’output è solitamente un codice pronto da incollare. Se non hai troppa dimestichezza con lo sviluppo web provalo prima su un sito staging — un LLM può sbagliare e disattivare uno script che ti serve. Mai applicare in produzione senza testare.
Come valutare la velocità di una pagina web
Il tema è di grande interesse ma è anche piuttosto complesso ed articolato. Per questo ho scritto un articolo specifico nel quale ho elencato quali sono gli strumenti per testare la velocità del tuo sito internet.
Questo è il primo passo da compiere per conoscere bene la tua situazione di partenza: solo così potrai ottenere le migliori performance di caricamento del tuo sito web.
Puoi infatti analizzare in autonomia le prestazioni del tuo sito con strumenti come PageSpeed Insights o Lighthouse.
Nel 2026 si è aggiunto qualche tool nuovo che vale la pena conoscere: la CrUX Dashboard di Google (dati reali aggregati di Chrome — non test sintetici), il Performance panel di Chrome DevTools con il flame chart che ti mostra cosa fa il browser frame per frame, e WebPageTest che ora include filmstrip + analisi LCP automatica.
Ma il vero salto di qualità è un altro: una volta che hai i numeri, leggerli e tradurli in azioni concrete è l’esercizio che richiede esperienza. Ora abbiamo la possibilità di interagire con un LLM e farci aiutare sulla maggior parte degli aspetti tecnici.
Oggi con un LLM
Fai un test su PageSpeed Insights (pagespeed.web.dev) inserendo il tuo URL. Copia l’intera pagina del report (Ctrl+A → Ctrl+C su tutto, sia mobile che desktop). Incolla nella chat dell’LLM questo prompt:
"Ecco l'output completo di PageSpeed Insights del mio sito (sia mobile che desktop). Analizzalo e:
1) dimmi quali sono i 3 Core Web Vitals peggiori e perché,
2) per ciascuno dimmi la causa tecnica probabile,
3) ordinami le opportunities suggerite da Google in base al rapporto impatto/sforzo (alto/medio/basso),
4) traduci tutto in linguaggio non tecnico così posso decidere a colpo d'occhio dove investire prima."
Risultato: una roadmap di ottimizzazione prioritizzata, leggibile anche se non sei sviluppatore.
Ottimizzazione del caricamento di un sito
Una buona parte delle ottimizzazioni “manuali” che richiedevano un developer — generare CSS critico, convertire immagini in formati moderni, scrivere un service worker per il caching avanzato, sistemare il layout per ridurre il CLS — oggi puoi farle in autonomia chiedendole bene all’LLM. La regola però resta: l’LLM ti genera codice, ma tu sei responsabile di testarlo prima di metterlo in produzione. Un ambiente di staging non è opzionale.
Hai una pagina con immagini pesanti? Apri DevTools → tab Elements → seleziona il blocco con le tue immagini → tasto destro → “Copy outerHTML”. Incolla nell’LLM con questo prompt:
"Ecco il blocco HTML con le mie immagini. Riscrivilo usando il tag <picture> con:
1) source AVIF (priorità),
2) source WebP (fallback),
3) img tradizionale JPG come ultimo fallback.
Aggiungi gli attributi width e height per evitare layout shift (CLS), il loading='lazy' tranne sulla prima immagine above-the-fold che deve avere fetchpriority='high'. Mantieni gli alt esistenti."
L’LLM ti restituisce il blocco già pronto. Devi solo generare i file AVIF e WebP dalle immagini originali (Squoosh.app va benissimo per pochi file, o uno script tipo Sharp/Imagemagick per il batch).
Raccolta di prompt pronti per velocizzare un sito
Qui sotto troverai una raccolta di prompt per l’AI che uso io quando devo ottimizzare un sito. Copia, adatta al tuo contesto specifico, incolla nell’LLM. Sono organizzati per area di intervento: diagnosi, immagini, CSS, WordPress, hosting.
Diagnosi
Capire cosa rallenta davvero la pagina prima di mettere mano al codice.
"Ho un sito con URL [URL]. Voglio capire perché è lento. Fammi un audit ipotetico: quali sono i 5 sospetti tipici nel 2026 per un sito WordPress nella nicchia [es. blog editoriale, ecommerce, portfolio]? Per ogni sospetto dimmi: come verificarlo in 30 secondi, quanto costa fixarlo (basso/medio/alto sforzo), quanto impatta sui Core Web Vitals."
"Ti incollo l'output di GTmetrix del mio sito. Riscrivimi la sezione 'Top Issues' in italiano, dal più al meno impattante, con spiegazione in linguaggio non tecnico e azione concreta per ciascuno."
Immagini
Il singolo intervento con il miglior rapporto impatto/sforzo: nel 95% dei casi le immagini sono il primo problema.
"Ho 50 immagini in formato PNG da convertire per il web. Scrivimi uno script bash (macOS, usando ffmpeg o cwebp/avifenc) che le converte tutte in AVIF + WebP mantenendo qualità 80, ridimensionando il lato lungo a max 1600px, salvando nello stesso folder con suffisso .avif e .webp. Aggiungi log a colori che mi mostra peso prima/dopo per ogni immagine."
CSS critical e render-blocking
Il CSS critical è quello necessario per renderizzare l’above-the-fold. Metterlo inline nell’head e caricare il resto in modo asincrono migliora LCP visibilmente.
"Ti allego il CSS completo della mia homepage e uno screenshot del fold (i primi 800px visibili senza scroll). Estraimi solo le regole CSS necessarie per renderizzare quel fold (critical CSS) e dammi:
1) il critical CSS in formato pronto da inline nell'head,
2) la lista delle regole rimosse,
3) come caricare il resto del CSS in modo asincrono con preload + onload."
WordPress
WordPress ha trappole specifiche (plugin enqueued ovunque, autoload del database, opzioni transient gonfie). Questi prompt aiutano a fare pulizia.
"Ho un sito WordPress con questi plugin attivi: [lista plugin]. Per ogni plugin dimmi: serve davvero (oppure si può sostituire con codice custom semplice), aggiunge script al frontend, è noto per problemi di performance o conflitti. Concludi con una raccomandazione: quali tenere, quali sostituire, quali eliminare."
"Voglio escludere Contact Form 7 (o altro plugin) da tutte le pagine tranne /contatti. Scrivimi lo snippet PHP da aggiungere a functions.php che fa wp_dequeue_script e wp_dequeue_style dei suoi handle ovunque tranne sulla pagina target. Includi un fallback con is_page() multipla nel caso voglia aggiungere altre pagine in futuro."
Hosting e server
A volte il problema non è il sito, è dove gira. Questi prompt aiutano a valutare se è ora di cambiare.
"Ho un sito WordPress su hosting condiviso a 5€/mese. Voglio capire se mi conviene passare a un hosting managed (es. Kinsta, WP Engine, Serverplan) o a un VPS con LiteSpeed/OpenLiteSpeed. Considera che ho [X] visitatori/mese, [Y] articoli, uso WooCommerce: [sì/no]. Fammi una tabella comparativa con costo annuale, TTFB atteso, gestione manutenzione, scalabilità, e dammi un verdetto su quale fa più senso per il mio caso."
Conclusioni
Ora saprai chiaramente quali ostacoli vanno rimossi o perfezionati per far girare il tuo sito a razzo.
Potrai cercare online altre soluzioni complementari o effettuare modifiche e aggiornamenti che ti ho suggerito in completa autonomia. Così sarai libero di ritornare a concentrarti al 100% sul tuo lavoro.
Perché il mio sito web è lento?
Le cause possono essere diverse: immagini troppo pesanti, un hosting poco performante, plugin non ottimizzati, codice inefficiente o l’assenza di sistemi di cache. In molti casi il problema non è uno solo, ma la combinazione di più fattori che rallentano il caricamento delle pagine.
Quanto dovrebbe impiegare un sito web a caricarsi?
In linea generale, un sito dovrebbe caricarsi in meno di 3 secondi. Superata questa soglia aumenta il rischio che gli utenti abbandonino la pagina prima ancora di visualizzarne il contenuto.
Un sito lento può penalizzare la SEO?
Non penalizza ma riduce il punteggio di qualità. Quindi sì, la velocità di caricamento influisce sull’esperienza utente e può incidere sulla capacità di un sito di ottenere buoni risultati nei motori di ricerca. Inoltre, un sito lento tende ad aumentare il tasso di abbandono.
Come posso verificare se il mio sito è lento?
Puoi utilizzare strumenti gratuiti come Google PageSpeed Insights, Lighthouse o GTmetrix. Questi tool ti permettono di individuare i principali problemi che stanno rallentando il caricamento delle pagine.
Le immagini possono rallentare un sito web?
Assolutamente sì. Le immagini non ottimizzate sono tra le cause più frequenti di un sito lento. Ridurne il peso e utilizzare formati moderni può migliorare sensibilmente le prestazioni.
Cos’è il caching e perché è importante?
Il caching permette di salvare temporaneamente alcune risorse del sito, evitando di ricaricarle ogni volta da zero. Il risultato è una navigazione più veloce e una migliore esperienza per gli utenti.
I plugin WordPress possono rendere lento il sito?
Sì, soprattutto quando sono troppi o sviluppati male. Ogni plugin aggiunge richieste e processi che possono incidere sulle prestazioni complessive del sito.
Cambiare hosting può migliorare la velocità del sito?
Spesso sì. Se il server è lento o dispone di risorse limitate, anche un sito ben ottimizzato può avere problemi di performance. Un hosting più performante può fare una differenza significativa.
Cos’è una CDN e serve davvero?
Una CDN (Content Delivery Network) distribuisce i contenuti del sito su server presenti in diverse aree geografiche. In questo modo gli utenti ricevono le risorse dal nodo più vicino, riducendo i tempi di caricamento. Tutto dipende dal tuo pubblico.
Come capire se il problema è il server?
Puoi analizzare indicatori come il TTFB (Time To First Byte), i tempi di risposta del server, il consumo di CPU e memoria. Se questi valori risultano elevati, il collo di bottiglia potrebbe essere proprio l’infrastruttura che ospita il sito.
Mirko Ciesco
Data-Driven Growth Specialist
Aiuto aziende e startup a prendere decisioni migliori per crescere in modo misurabile. Sono specializzato in Web Analytics e performance digitale e lavoro all’intersezione tra dati, strategia e crescita.