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Sitemap XML e HTML: come crearla e gestirla per il tuo sito web
SEO
Quando pubblichi una nuova pagina o aggiorni un contenuto importante, vuoi che Google possa scoprirlo e scansionarlo senza inutili ostacoli. Una sitemap XML ti aiuta proprio in questo: offre ai motori di ricerca un riferimento aggiornato sulle URL del sito che vuoi rendere facilmente individuabili.
Ma averne una non significa automaticamente migliorare il posizionamento, né tutti i siti hanno le stesse esigenze. Un piccolo sito con una struttura semplice parte da condizioni molto diverse rispetto a un ecommerce con migliaia di URL.
In questa guida vediamo quindi come creare una sitemap XML, quando è davvero utile e come gestirla correttamente, compreso l’invio a Google e i casi in cui il sito cresce fino a contenere decine di migliaia di pagine.
Indice dei contenuti
Cos’è una sitemap e a cosa serve
La sitemap è un file in formato XML che comunica ai motori di ricerca la presenza di nuovi URL e di eventuali ultime modifiche. Nello specifico dai informazioni precise sulla presenza di determinati documenti, non solo pagine web ma anche video e immagini. Esiste anche in formato HTML per guidare gli utenti.
Nel file puoi esporre la data dell’ultima modifica e la frequenza con la quale intervieni. Caricare un documento del genere nei vari tool indicati (ad esempio la Search Console di Google o il webmaster tool di Bing) è la soluzione migliore per indicizzare il sito web.
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9">
<url>
<loc>http://www.example.com/</loc>
<lastmod>2005-01-01</lastmod>
<changefreq>monthly</changefreq>
<priority>0.8</priority>
</url>
</urlset>
Qui in alto puoi vedere un esempio di sitemap creata con il protocollo ufficiale. In linea teorica, i motori di ricerca non hanno bisogno della sitemap per svolgere questo lavoro ma è sempre indicato inserirle. In che modo procedere? Prima approfondiamo alcuni aspetti teorici molto importanti.
Perché Google può non trovare le tue pagine senza sitemap
Googlebot e gli altri crawler non conoscono in anticipo la struttura del tuo sito: si muovono da una pagina all’altra seguendo i link che incontrano durante la scansione. Ogni nuovo URL viene scoperto solo perché qualcuno, da qualche parte, lo ha collegato: una pagina interna, un menu, un articolo esterno.
Questo meccanismo ha una conseguenza diretta e spesso sottovalutata: se una pagina non è linkata da nessuna parte, e nessun sito esterno la cita, Googlebot potrebbe semplicemente non incontrarla mai. Non conta quanto sia scritta bene, quanto sia utile o quanto sia ottimizzata: se manca il collegamento, resta invisibile ai crawler.
Qui entra in gioco la funzione tecnica della sitemap: dichiarare in modo esplicito l’esistenza di un URL, senza affidarsi ai link in ingresso. È un elenco che il crawler può consultare direttamente, saltando il percorso “a salti” tipico della scansione normale.
Va però precisato un punto: segnalare un URL in sitemap non significa ottenere l’indicizzazione. È un invito alla scansione, non una garanzia di risultato.
Siti grandi: quando il collegamento interno non basta
Su un sito di piccole dimensioni è relativamente semplice assicurarsi che ogni pagina riceva almeno un link da un’altra pagina interna. Ma più cresce l’archivio, più questa garanzia diventa difficile da mantenere: le probabilità che qualche risorsa resti isolata, e quindi irraggiungibile dalla scansione, aumentano insieme al numero di contenuti pubblicati.
Pensa ai vecchi articoli scivolati fuori dalle paginazioni, alle schede prodotto non più in catalogo ma ancora online, oppure alle pagine raggiungibili solo attraverso un filtro o la ricerca interna: tutte situazioni tipiche dei siti grandi, dove il collegamento interno da solo non basta più.
In questi casi la sitemap resta lo strumento più affidabile per elencare tutti gli URL che vuoi far indicizzare, indipendentemente da come sono collegati tra loro. Gli aspetti operativi legati alla gestione di sitemap molto grandi, file indice e limiti di invio compresi, li trovi in una sezione successiva di questa guida.
Da leggere: quali sono i principali fattori SEO?
Qual è la differenza tra sitemap XML e HTML?
Spesso ci confondiamo e non comprendiamo al volo questo dettaglio: dal punto di vista squisitamente tecnico possiamo parlare di due sitemap differenti. La prima è quella in formato HTML: il suo scopo?
Si tratta di un documento, una pagina web visibile e navigabile dagli utenti, che consente di visualizzare tutti i link e le sezioni di un portale. Il suo intento è quello di aiutare le persone a comprendere la struttura del portale e raggiungere facilmente determinate sezioni. Cos’altro sapere su questo punto?
Se il sito è molto grande puoi inserire solo le sezioni principali. La versione in XML, (eXtensible Markup Language) è un file articolato con un metalinguaggio che descrive e dà significato agli elementi con il quale viene strutturato il documento. Un altro uso diffuso del linguaggio XML è quello dei Feed RSS.
Quanti tipi di documenti XML puoi pubblicare?
In primo luogo conviene investire la giusta quantità di risorse per creare una sitemap dedicata alle pagine web. Questo file XML elenca gli URL di un sito web insieme a determinati metadati:
- Quando è stato aggiornato l’ultima volta.
- Qual è il ritmo di aggiornamento.
- Quanto è importante rispetto ad altri URL.
Questo avviene per un motivo ben preciso: fare in modo che i motori di ricerca possano eseguire una scansione efficace del sito web. Ma questo documento non basta per ogni contenuto. Infatti puoi generare e pubblicare anche sitemap specifiche, sempre con eXtensible Markup Language, per:
- Immagini.
- Video.
- Google News.
Chiaramente non tutti i siti web hanno bisogno di queste risorse così specifiche. Per questo è sempre giusto inserire l’inserimento della sitemap nella search console o in altri webmaster tool in un’attenta riflessione rispetto all’ottimizzazione SEO on-page dei tuoi progetti migliori.
Quando la mappa del sito è indispensabile
Caricare una sitemap nei vari servizi messi a disposizione dai motori di ricerca è un’operazione piuttosto semplice (dopo vedremo come fare) ed è sempre consigliata. Anche perché, nella maggior parte dei casi, bastano pochi minuti per chiudere l’operazione. In realtà ci sono progetti web che devono prestare maggiore attenzione a questo passaggio. Come, ad esempio, gli ecommerce e i portali.
I siti web di grandi dimensioni, con molte pagine che vengono modificate spesso, devono avere questa risorsa nei propri webmaster tool. Lo stesso discorso vale per i blog e i magazine, più in generale per i siti web basati su un piano editoriale con tante pubblicazioni mensili. E che quindi pubblicano costantemente nuove risorse. Di sicuro fanno bene a generare una sitemap i siti appena pubblicati.
Lo stesso vale per quelli che non hanno molti link in ingresso, ma anche quelli con tanti archivi che non permettono a Google di muoversi attraverso un’architettura ben strutturata e poco profonda.
D’altro canto ci sono i siti web piccoli, tipo quelli monopagina o con poche altre risorse da indicizzare, che possono anche evitare questo passaggio. Soprattutto se non hanno molte immagini o video, tutte le pagine hanno link alla home e non ha neanche la pretesa di essere presente su Google News.
Come creare una sitemap
Come suggerito, esiste un metalinguaggio XML per generare le sitemap. Di conseguenza è ipotizzabile poter ottenere questo file manualmente ma, in linea di massima, si usano due grandi metodi per ottenere un file del genere da suggerire ai motori di ricerca. Il primo riguarda la possibilità di operare con un tool chiamato sitemap generator. Un esempio? Ti lascio dei link molto validi:
Uno dei modi più semplici ed efficaci: usare un plugin, moduli o add-ons che permettono di creare un file XML nei principali CMS. In alternativa puoi usare dei plugin specifici, come, ad esempio, Google XML Sitemap perfetto anche per Bing, Yahoo e Ask.com.
Come gestire la sitemap su WordPress
Su WordPress non serve installare nulla per avere una sitemap: il CMS ne genera già una in autonomia, raggiungibile a un indirizzo standard del sito, e quel file è pienamente valido ai fini SEO. Un plugin, quindi, non è obbligatorio.
Chi usa un plugin SEO, per esempio Yoast e Rankmath, trova le impostazioni della sitemap direttamente nel suo pannello. Da lì è possibile decidere quali tipi di contenuto includere ed escludere, tipicamente gli archivi che non si vuole far scansionare o le pagine di servizio.
Un avviso da tenere presente: le opzioni avanzate non vanno toccate senza un’esigenza precisa e senza essere sicuri dell’effetto della modifica. Escludere per errore un tipo di contenuto significa toglierlo dalla sitemap, con il rischio che quelle pagine impieghino più tempo a essere scoperte.
Per il resto, la sitemap va lasciata generare in automatico e va ricontrollata solo in occasioni specifiche: dopo una modifica alla struttura del sito, dopo una migrazione o dopo il cambio del plugin SEO.
La scelta dipende dal livello di controllo che ti serve, come escludere certi contenuti o gestire sitemap dedicate a immagini e video, oppure integrazioni particolari. Se non hai esigenze di questo tipo, puoi restare tranquillamente sulla sitemap nativa senza installare nulla.
L’alternativa Sitemap Generator permette di ottenere i documenti XML per immagini e video, mentre XML Sitemap & Google News è perfetto per avere una possibilità in più di accedere in questa sezione.
Soprattutto per entrare in questa sezione del motore di ricerca. Non dimenticare che la versione PRO di Yoast consente di attivare sia il documento per i video che di creare una sitemap per Google News.
Come caricare una sitemap su Google
Per suggerire ai motori di ricerca come Google i vari dati contenuti nei documenti in questione devi procedere con l’iscrizione ai vari tool per webmaster suggeriti dai servizi. Le due soluzioni principali: Search Console e webmaster tool di Bing (valido anche per Yahoo!). Il processo è semplice, ecco i punti chiave:
- Ottieni l’URL della sitemap.xml.
- Copia questo permalink.
- Vai nella sezione specifica.
- Incolla l’indirizzo.
- Clicca su submit.
In realtà le due procedure possono andare di pari passo, l’una non esclude l’altra. Di solito i webmaster di vecchia data non rinunciano a questo dettaglio, ci tengono alla sitemap nel robots.txt.
John Mueller consiglia di far generare automaticamente le sitemap dal server. Questo garantisce che i contenuti nuovi e quelli aggiornati vengano rilevati dai motori di ricerca in tempi ridotti.
La sitemap influenza il ranking di una pagina web?
No, non c’è una correlazione diretta tra presenza dell’URL nella sitemap e posizionamento su Google. Lo stesso discorso vale per la frequenza che suggerisci rispetto alla scansione. Ecco cosa dice Google:
“Will a Sitemap help me rank better? A Sitemap does not affect the actual ranking of your pages. However, if it helps get more of your site crawled (by notifying us of URLs we didn’t previously didn’t know about, and/or by helping us prioritize the URLs on your site), that can lead to increased presence and visibility of your site in our index”.
Una sitemap non influisce sul posizionamento effettivo delle pagine. Però aiuta la scansione del sito web e dell’ecommerce, notifica la presenza di URL non conosciute e definisce le priorità. Tutto questo può portare a una maggiore presenza e visibilità del sito nelle SERP dei motori di ricerca.
Come vedere la sitemap di un sito e trovare l’URL
Uno dei dubbi più diffusi, sia per fare submit del file che per scrutare e sbirciare l’attività dei competitor. Bene, per scoprire l’URL della sitemap di qualsiasi sito (anche il tuo) basta digitare l’URL della home page seguito dalla directory sitemap.xml. Ecco un esempio chiaro su questo tema:
https://www.mirkociesco.it/sitemap.xml
Per i siti web di grandi dimensioni (in realtà Yoast lo fa in automatico) l’URL completo è sitemap_index.xml perché si crea una pagina principale che fa da indice con i link alle varie sezioni.
Sitemap per siti di grandi dimensioni
Abbiamo visto che, sui siti molto grandi, non è sempre facile garantire a ogni pagina almeno un link interno, e questo può lasciare fuori dalla scansione alcune risorse: da qui la necessità di soluzioni operative per dichiarare comunque tutti quegli URL a Google. Noi sappiamo che il formato sitemap ha un limite di 50.000 URL e John Mueller, nel video in basso, suggerisce di creare più file sitemap combinati in un unico indice.
Nel tuo account Search Console puoi inviare fino a 500 file indice per ogni sito web, senza dimenticare che è possibile inviare più file sitemap, indipendentemente dal fatto che siano contenuti o meno in un indice. Questa è la base di partenza che deve essere adatta alla singola esigenza.
Una sitemap efficace parte dalla struttura del sito
Creare una sitemap XML e inviarla a Google richiede pochi minuti. La parte importante, però, viene prima: decidere quali URL meritano di essere scoperte, scansionate e indicizzate.
La sitemap non corregge una struttura confusa e non migliora direttamente il posizionamento delle pagine. È piuttosto uno strumento che aiuta i motori di ricerca a orientarsi tra i contenuti del sito, soprattutto quando le pagine aumentano, vengono aggiornate frequentemente o non sono sempre facili da raggiungere attraverso i link interni.
Per questo non serve complicarla più del necessario. Mantienila aggiornata, includi solo le URL che vuoi rendere disponibili ai motori di ricerca e controllala periodicamente in Google Search Console.
Il resto del lavoro si fa sul sito: architettura, linking interno e contenuti devono continuare a indicare a Google quali sono le pagine che contano davvero. Ti serve una mano?
La sitemap XML è obbligatoria per un sito web?
No. Google può scoprire e scansionare le pagine di un sito anche senza sitemap, soprattutto quando la struttura e i link interni permettono di raggiungerle facilmente. Diventa però particolarmente utile per siti grandi, con molte URL, contenuti aggiornati frequentemente o pagine difficili da scoprire attraverso la normale navigazione.
Quali pagine devo inserire nella sitemap?
In generale, nella sitemap dovrebbero comparire le URL canoniche che vuoi rendere disponibili ai motori di ricerca. Non ha molto senso riempirla di pagine duplicate, URL di servizio o contenuti che non vuoi vengano indicizzati: la sitemap dovrebbe rappresentare le pagine rilevanti del sito, non essere semplicemente un elenco di tutto ciò che esiste.
Ogni quanto devo aggiornare la sitemap?
La sitemap dovrebbe riflettere i cambiamenti effettivi del sito. Se viene generata automaticamente dal CMS o da un plugin SEO, normalmente non devi aggiornarla manualmente: nuove pagine, eliminazioni e modifiche vengono riportate nel file in automatico.
Devo inviare nuovamente la sitemap a Google dopo ogni modifica?
No. Una volta comunicato correttamente l’indirizzo della sitemap, non è necessario inviarla di nuovo ogni volta che pubblichi o aggiorni una pagina. L’importante è che il file rimanga accessibile e venga aggiornato quando cambiano le URL che contiene.
Mirko Ciesco
Data-Driven Growth Specialist
Aiuto aziende e startup a prendere decisioni migliori per crescere in modo misurabile. Sono specializzato in Web Analytics e performance digitale e lavoro all’intersezione tra dati, strategia e crescita.