Formazione AI per aziende

Il vostro team usa l’AI davvero, o ci ha solo giocato?

Comprare le licenze non basta. Se nessuno sa cosa chiedere a questi strumenti, restano una spesa. Vi porto il team dal “ho provato ChatGPT” al saper rifare da soli il proprio lavoro in metà tempo.

Parliamo del vostro team

Si parte dai processi che avete già, non da slide teoriche

Mirko Ciesco, consulente AI

Perché l’AI in azienda spesso non decolla

Non è una questione di strumenti: quelli ci sono e costano poco. È che nessuno ha mostrato al team come inserirli nel lavoro di tutti i giorni.

Ognuno fa
per sé

Qualcuno in azienda usa l’AI di nascosto e bene, qualcun altro non l’ha mai aperta. Nessuno condivide quello che funziona, così ogni persona riparte da zero e i risultati non si sommano mai.

Si ferma
alla prova

Il team fa qualche domanda a ChatGPT, si stupisce, e poi torna a lavorare come prima. Manca il passaggio da “che bello” a “da oggi questa cosa la facciamo così”, che è l’unico che cambia i numeri.

Nessuno
controlla l’output

Senza un metodo per verificare quello che l’AI produce, il rischio è mandare al cliente un testo sbagliato o un dato inventato. E dopo il primo incidente in azienda si smette di usarla del tutto.

Insegno l’AI, e allo stesso tempo continuo a studiarla

Mi chiamano a formare professionisti, e nel frattempo sono seduto anch’io fra i banchi. Sono le due cose insieme a fare la differenza: chi insegna soltanto smette di aggiornarsi, chi studia soltanto non ha mai provato a spiegarlo a un’aula.

Da docente

Master in Intelligenza Artificiale per i Processi Aziendali

UNINFORM Group

  • Insegno il Modulo 2, “Data Management e Cloud Basics: il carburante dell’AI”: le fondamenta senza cui in azienda l’AI non regge.
  • Un percorso da 300 ore d’aula più sei mesi di stage, con un network di oltre 750 aziende.
  • Si lavora sugli strumenti veri (ChatGPT, Claude, Copilot, n8n, Make), non su software accademici.

Insegnare a un’aula di professionisti costringe a semplificare senza banalizzare. È lo stesso metodo che porto in azienda.

Da docente

“Intelligenza artificiale: tecnica e creatività nel digital marketing”

Studio Samo

  • Luglio 2025, per una delle realtà storiche della formazione digitale in Italia. Un’aula di professionisti, che le basi le ha già.
  • Dalle tecniche di prompting (prompt chaining, chain of thought, raffinamento a più passaggi) fino agli script Google Ads scritti col modello e al report di campagna che il modello legge da uno Sheet.
  • Con dentro la domanda che in questi corsi non fa quasi nessuno: come si lavora sui dati dei clienti senza consegnarli a un modello, costruendo nomenclature e flussi che li tengono anonimi.

Sei blocchi di esercizi fatti in diretta con l’aula. Davanti a dei professionisti la teoria la verificano mentre gliela racconti, quindi tanto vale provarla subito.

Da allievo

Executive Master “Intelligenza Artificiale e scelte manageriali”

Politecnico di Torino, con Deloitte

  • 100 ore sull’integrazione dell’AI nelle strategie aziendali e nel modello di business.
  • Machine learning, deep learning e NLP visti dal lato delle decisioni, non del codice.
  • Edizione 2026, coordinamento scientifico dei professori Emilio Paolucci ed Elisabetta Raguseo.

Serve a non vendervi l’AI come magia: so anche dove non conviene usarla.

Da allievo

Percorso di carriera Machine Learning Engineer

Data Masters

  • Il percorso intero: machine learning classico, reti neurali, deep learning e reinforcement learning, con sotto la matematica e la statistica che li reggono.
  • E la parte che in azienda decide tutto: ML-Ops, cioè il momento in cui un modello smette di essere un esperimento e comincia a girare in produzione.
  • Livello avanzato, con certificazione finale verificabile.

Studiare mentre insegno è la parte che tengo più stretta: mi ricorda ogni volta quanto è faticoso il punto da cui parte l’aula.

In mezzo ci sono dieci anni di ottimizzazione su siti e dati di clienti veri. È da lì che arrivano gli esempi che porto in aula.

Quattro modi di lavorare insieme

Cambia l’impegno, non l’approccio: si parte sempre da quello che fate già oggi.

Il più richiesto

Per aziende che vogliono un cambio vero

Percorso in azienda su misura

Costruisco il programma sui vostri processi. Si comincia guardando come lavora il team oggi, si sceglie insieme dove l’AI conviene davvero, e si esce con automazioni funzionanti — non con appunti.

  • Analisi iniziale dei processi e delle attività ripetitive
  • Sessioni pratiche sui casi reali dell’azienda
  • Workflow e prompt lasciati in azienda, documentati

Numero di sessioni e calendario si concordano insieme, sulla base di quante persone coinvolgete e di quanto tempo possono staccare.

Vediamo se ha senso per voi

Per iniziare senza impegnarsi troppo

Workshop intensivo

Una sessione su un tema circoscritto: prompting che funziona, automazioni con n8n o Make, oppure l’AI applicata a un reparto specifico. Utile per capire se e dove conviene proseguire.

  • Un tema solo, affrontato fino in fondo
  • Tutti lavorano sulla propria macchina
  • Si esce con almeno una cosa già pronta all’uso

Mezza giornata o giornata intera, a seconda di quanto volete entrare nel dettaglio.

Vedi i temi disponibili

Per enti di formazione e università

Docenza in percorsi strutturati

Intervengo come docente all’interno di master e corsi organizzati da altri, come faccio con UNINFORM Group. Porto la parte su dati, cloud e automazione applicata ai processi aziendali.

  • Moduli su dati, cloud e automazione
  • Materiale ed esercitazioni su casi reali
  • Esperienza d’aula con professionisti già al lavoro

Scrivimi per una docenza

Per eventi e associazioni di categoria

Speech e interventi

Un intervento per aprire il tema davanti a una platea di imprenditori: cosa sta cambiando davvero, cosa è ancora rumore, e da dove conviene partire in una PMI.

  • Taglio concreto, esempi da aziende italiane
  • Niente demo che funzionano solo sul palco

Invitami a parlare

Non so ancora quale sia il formato giusto per voi, e va bene così: si decide dopo aver capito come lavorate.

Cosa sa fare il team quando abbiamo finito

L’obiettivo non è che sappiano usare un tool: è che sappiano riconoscere da soli quali attività vale la pena delegare all’AI e quali no.

Automatizzano
il ripetitivo

Report, riassunti, prime bozze, smistamento delle email: le attività che oggi mangiano ore diventano flussi che girano da soli. Con n8n e Make si costruiscono senza scrivere codice, e restano in azienda anche quando io non ci sono più.

Verificano
quello che esce

La parte che quasi nessuno insegna. Il team impara a controllare gli output prima che arrivino a un cliente: come si riconosce un dato inventato, quando fidarsi e quando rifare a mano. È quello che rende l’AI usabile sul serio.

Scelgono
dove conviene

Alla fine sanno distinguere le attività in cui l’AI fa risparmiare ore da quelle in cui fa perdere tempo. Questa capacità di giudizio vale più di qualsiasi elenco di strumenti, perché resta valida anche quando gli strumenti cambiano.

Partiamo da un confronto, non da un piano già scritto

Mezz’ora per capire come lavora il team e dove si perde più tempo. Se dalla chiacchierata viene fuori che non vi serve formazione, ve lo dico — capita, e mi fa risparmiare tempo quanto a voi.

Prenota una call

Rispondo io, non un modulo automatico.