Un sito nuovo non dovrebbe costarvi il traffico che avete
È la cosa che succede più spesso e di cui nessuno avvisa prima: si rifà il sito, arriva più bello, e tre mesi dopo le visite da Google sono la metà. Faccio siti che usano l’AI dove serve, senza buttare via quello che vi siete guadagnati in anni.
Prima si protegge quello che funziona, poi si aggiunge
Il grafico che nessuno vi fa vedere prima
Se avete già rifatto un sito, questa curva la riconoscete. Se non l’avete ancora fatto, è il momento buono per guardarla.
Il sito va online
Quando si parte da zero
URL cambiati senza redirect, contenuti riscritti, struttura nuova. Google deve reimparare tutto, e nel frattempo le posizioni le prende qualcun altro. Recuperare richiede mesi, a volte non si recupera del tutto.
Quando si parte da quello che c’è
Indirizzi mantenuti o rimandati correttamente, contenuti che restano, dati strutturati al loro posto. Il sito cambia sotto gli occhi degli utenti ma per Google la continuità non si interrompe.
La differenza non sta nella tecnologia che si usa: sta nell’ordine in cui si fanno le cose.
Come faccio a non farvelo succedere
Non è magia, è un ordine di lavoro. La parte noiosa si fa prima, così la parte bella non costa niente.
E l’AI, concretamente, cosa ci fa
Non un chatbot appiccicato in un angolo. Quattro cose che cambiano davvero come le persone usano il sito — e che si aggiungono una alla volta, non tutte insieme.
Con cosa lo costruisco
Niente stack esotico: cose che il vostro tecnico riconosce e su cui trovate altra gente capace di metterci mano.
Il vostro CMS
Resta la base dei contenuti
WordPress o quello che usate continua a fare il suo mestiere: contenere e organizzare i contenuti. Il sito nuovo li legge da lì. Chi scrive non deve imparare niente di nuovo e la SEO non riparte da zero.
Replit
Dove vive e gira il progetto
Sviluppo e hosting in un posto in cui posso darvi accesso, così il progetto resta gestibile anche senza di me. Ne parlo per esteso nella pagina sulle piattaforme su misura.
LangChain
La parte che capisce
Fa funzionare la ricerca semantica e l’assistente sui vostri contenuti: legge le vostre pagine e risponde a partire da quelle, non da quello che il modello crede di sapere.
Core Web Vitals
Il vincolo, non un extra
Ogni funzione che si aggiunge deve passare dal controllo sulle performance. Un sito che capisce tutto ma ci mette quattro secondi ad aprirsi ha perso prima di cominciare, e questa è casa mia.
Il traffico organico è il mio mestiere da dieci anni
Prima di costruire siti con l’AI ho passato anni a far crescere quelli che c’erano già. È il motivo per cui su un rifacimento so dove si perde.
Chi lo costruisce
Ambassador
Programma Ambassador
Replit
- Replit è la piattaforma su cui si costruiscono applicazioni descrivendole a un agente AI, direttamente dal browser.
- Essere nel programma significa vedere le funzionalità prima che diventino di uso comune.
Serve a darvi accesso al progetto: il sito è vostro anche nel senso più concreto del termine.
Da docente
Master in Intelligenza Artificiale per i Processi Aziendali
UNINFORM Group
- Insegno il Modulo 2, “Data Management e Cloud Basics: il carburante dell’AI”.
- Un assistente vale quanto i contenuti da cui pesca: se il CMS è in disordine, si vede subito.
Insegnare a un’aula di professionisti costringe a semplificare senza banalizzare. È lo stesso metodo che porto in azienda.
Da allievo
Executive Master “Intelligenza Artificiale e scelte manageriali”
Politecnico di Torino, con Deloitte
- 100 ore sull’integrazione dell’AI nelle strategie aziendali e nel modello di business.
- Machine learning, deep learning e NLP visti dal lato delle decisioni, non del codice.
- Edizione 2026, coordinamento scientifico dei professori Emilio Paolucci ed Elisabetta Raguseo.
Serve a non vendervi l’AI come magia: so anche dove non conviene usarla.
E dieci anni di SEO tecnica, che su un sito nuovo è la differenza fra un lancio e un incidente.
Prima domanda: quanto traffico avete da perdere?
Se il sito attuale porta clienti da Google, il progetto va impostato in un modo. Se non ne porta, in un altro — e allora c’è molta più libertà. In mezz’ora si capisce in quale dei due casi siete.
Rispondo io, non un modulo automatico.