Siti web AI-native

Un sito nuovo non dovrebbe costarvi il traffico che avete

È la cosa che succede più spesso e di cui nessuno avvisa prima: si rifà il sito, arriva più bello, e tre mesi dopo le visite da Google sono la metà. Faccio siti che usano l’AI dove serve, senza buttare via quello che vi siete guadagnati in anni.

Parliamo del vostro sito

Prima si protegge quello che funziona, poi si aggiunge

Mirko Ciesco, consulente AI

Il grafico che nessuno vi fa vedere prima

Se avete già rifatto un sito, questa curva la riconoscete. Se non l’avete ancora fatto, è il momento buono per guardarla.

Il sito va online

Quando si parte da zero

URL cambiati senza redirect, contenuti riscritti, struttura nuova. Google deve reimparare tutto, e nel frattempo le posizioni le prende qualcun altro. Recuperare richiede mesi, a volte non si recupera del tutto.

Quando si parte da quello che c’è

Indirizzi mantenuti o rimandati correttamente, contenuti che restano, dati strutturati al loro posto. Il sito cambia sotto gli occhi degli utenti ma per Google la continuità non si interrompe.

Schema illustrativo dell’andamento tipico, non dati di un progetto specifico.

La differenza non sta nella tecnologia che si usa: sta nell’ordine in cui si fanno le cose.

Come faccio a non farvelo succedere

Non è magia, è un ordine di lavoro. La parte noiosa si fa prima, così la parte bella non costa niente.

Tengo il CMS
che avete già

Quando serve, il sito nuovo continua a leggere dal CMS esistente — WordPress nella maggior parte dei casi. Cambia l’esperienza per chi visita, ma i contenuti restano dove sono e chi li scrive continua a lavorare come prima. È la scelta più prudente e spesso anche la più economica.

Faccio prima
la fotografia

Prima di toccare qualsiasi cosa registro quali pagine portano traffico, per quali ricerche, e quali sono i link in ingresso che valgono. Senza quella fotografia non si può nemmeno accorgersi di cosa si è perso, e infatti di solito nessuno se ne accorge.

Controllo
anche dopo

La messa online non è la consegna. Nelle settimane successive guardo indicizzazione, posizioni e Core Web Vitals, perché i problemi veri si vedono lì. Se qualcosa si muove nel verso sbagliato c’è tempo per rimediare.

E l’AI, concretamente, cosa ci fa

Non un chatbot appiccicato in un angolo. Quattro cose che cambiano davvero come le persone usano il sito — e che si aggiungono una alla volta, non tutte insieme.

Ricerca
che capisce

La ricerca interna smette di cercare parole esatte e comincia a capire cosa serve. Chi scrive “non riesco a stampare la fattura” trova la pagina giusta anche se quella frase non c’è dentro. Sui siti con molti contenuti è la cosa che si sente di più.

Assistente
sui vostri contenuti

Un assistente che risponde usando le vostre pagine, i vostri listini, le vostre condizioni — e che quando non sa dice che non sa, invece di inventare. Fa risparmiare tempo a chi risponde alle stesse dieci domande da anni.

Contenuti
che si adattano

Chi arriva da una ricerca su un prodotto vede il sito che parla di quel prodotto. Nessuna profilazione invasiva: si usa quello che la persona sta già dicendo con il modo in cui è arrivata.

Automazioni
dietro le quinte

Un modulo compilato non finisce in una casella email che qualcuno svuota il lunedì: viene letto, classificato e mandato alla persona giusta con già dentro il contesto del cliente.

Con cosa lo costruisco

Niente stack esotico: cose che il vostro tecnico riconosce e su cui trovate altra gente capace di metterci mano.

Il vostro CMS

Resta la base dei contenuti

WordPress o quello che usate continua a fare il suo mestiere: contenere e organizzare i contenuti. Il sito nuovo li legge da lì. Chi scrive non deve imparare niente di nuovo e la SEO non riparte da zero.

Replit

Dove vive e gira il progetto

Sviluppo e hosting in un posto in cui posso darvi accesso, così il progetto resta gestibile anche senza di me. Ne parlo per esteso nella pagina sulle piattaforme su misura.

LangChain

La parte che capisce

Fa funzionare la ricerca semantica e l’assistente sui vostri contenuti: legge le vostre pagine e risponde a partire da quelle, non da quello che il modello crede di sapere.

Core Web Vitals

Il vincolo, non un extra

Ogni funzione che si aggiunge deve passare dal controllo sulle performance. Un sito che capisce tutto ma ci mette quattro secondi ad aprirsi ha perso prima di cominciare, e questa è casa mia.

Il traffico organico è il mio mestiere da dieci anni

Prima di costruire siti con l’AI ho passato anni a far crescere quelli che c’erano già. È il motivo per cui su un rifacimento so dove si perde.

Badacare

La storia di Badacare Badacare: come raggiungere oltre 5.600 keyword locali senza link building La SEO che vale quanto un […]

Mercato delle Occasioni

La storia di Mercato delle Occasioni Dare valore all’usato e raddoppiare il fatturato con la SEO Il punto di partenza […]

Chi lo costruisce

Ambassador

Programma Ambassador

Replit

  • Replit è la piattaforma su cui si costruiscono applicazioni descrivendole a un agente AI, direttamente dal browser.
  • Essere nel programma significa vedere le funzionalità prima che diventino di uso comune.

Serve a darvi accesso al progetto: il sito è vostro anche nel senso più concreto del termine.

Da docente

Master in Intelligenza Artificiale per i Processi Aziendali

UNINFORM Group

  • Insegno il Modulo 2, “Data Management e Cloud Basics: il carburante dell’AI”.
  • Un assistente vale quanto i contenuti da cui pesca: se il CMS è in disordine, si vede subito.

Insegnare a un’aula di professionisti costringe a semplificare senza banalizzare. È lo stesso metodo che porto in azienda.

Da allievo

Executive Master “Intelligenza Artificiale e scelte manageriali”

Politecnico di Torino, con Deloitte

  • 100 ore sull’integrazione dell’AI nelle strategie aziendali e nel modello di business.
  • Machine learning, deep learning e NLP visti dal lato delle decisioni, non del codice.
  • Edizione 2026, coordinamento scientifico dei professori Emilio Paolucci ed Elisabetta Raguseo.

Serve a non vendervi l’AI come magia: so anche dove non conviene usarla.

E dieci anni di SEO tecnica, che su un sito nuovo è la differenza fra un lancio e un incidente.

Prima domanda: quanto traffico avete da perdere?

Se il sito attuale porta clienti da Google, il progetto va impostato in un modo. Se non ne porta, in un altro — e allora c’è molta più libertà. In mezz’ora si capisce in quale dei due casi siete.

Prenota la call

Rispondo io, non un modulo automatico.