Il sito nuovo è pronto. È adesso che si rischia di perdere tutto.
Cambio dominio, restyling, nuovo CMS: sono i momenti in cui un sito può dimezzare il traffico da Google in poche settimane. Non perché il sito nuovo sia peggiore, ma perché nessuno si è occupato di dire ai motori che le cose si sono spostate.
Meglio chiamarmi prima del lancio che dopo
Le due strade dopo un lancio
Partono dallo stesso punto e nel giro di un mese si allontanano parecchio. La differenza non è nel sito: è in cosa è stato fatto prima di premere il pulsante.
Il sito nuovo va online
Migrazione improvvisata
URL cambiati senza redirect, contenuti riscritti da zero, struttura nuova. Google deve reimparare tutto e nel frattempo le posizioni le prendono i concorrenti. Recuperare richiede mesi, e non sempre si torna al punto di prima.
Migrazione preparata
Ogni indirizzo vecchio porta a quello nuovo giusto, i contenuti che funzionavano restano, i dati strutturati sono al loro posto. Per chi visita cambia tutto, per i motori la continuità non si interrompe mai.
Una migrazione fatta bene si nota perché non succede niente: il traffico prosegue come se il sito non fosse cambiato.
Quando stai facendo una migrazione (anche senza saperlo)
Non serve cambiare dominio per rischiare. Basta molto meno, ed è il motivo per cui tanti siti perdono traffico senza capire perché.
Prima, durante e dopo
Il grosso del lavoro si fa prima del lancio. Chi mi chiama dopo può ancora recuperare, ma è più lungo e più caro.
Gli errori che vedo più spesso
Nessuno di questi è complicato da evitare. Lo diventano solo quando ci si accorge dopo.
Cosa succede di solito
E costa mesi
- Tutti i vecchi indirizzi puntano alla home.
- I redirect si fanno “dopo, quando c’è tempo”.
- Si coglie l’occasione per cancellare contenuti “vecchi”.
- Il sito nuovo parte con il blocco ai motori ancora attivo.
- Nessuno guarda i dati per un mese, poi si nota il crollo.
Come lo imposto io
Prima del lancio
- Ogni indirizzo va alla pagina corrispondente, una per una.
- La mappa è pronta e provata prima di andare online.
- Si cancella solo dopo aver guardato cosa portava traffico.
- Controllo del blocco ai motori come primo passo dopo il lancio.
- Monitoraggio nelle settimane successive, con un punto fisso.
Il quarto è quello che mi capita più spesso di trovare: il sito è online da due settimane e sta ancora dicendo a Google di non guardarlo.
Il traffico organico è il mio mestiere da dieci anni
È il motivo per cui su una migrazione so dove si perde: ho passato anni a far crescere quello che c’era già.
Su migliaia di URL serve automatizzare
Costruire a mano la mappa dei redirect di un sito con diecimila pagine non è realistico. Alcune analisi le faccio fare a strumenti che mi sono costruito.
Maphira
Scansiona il sito vecchio e quello nuovo e confronta le due strutture: è così che vengono fuori gli indirizzi rimasti senza destinazione.
Lucentix
Incrocia traffico e posizionamento per capire quali pagine vanno protette a ogni costo e quali si possono davvero lasciare andare.
Domande frequenti sulla migrazione
Quanto prima del lancio dovrei chiamarti?
Il sito è già andato online e ho perso traffico. Si recupera?
Lavori insieme a chi sviluppa il sito?
Serve anche se cambio solo il tema grafico?
Quanto tempo ci vuole per tornare ai livelli di prima?
Quando va online il sito nuovo?
Dimmi la data e cosa state cambiando. In mezz’ora si capisce quanto rischio c’è davvero e cosa va fatto prima — e se il rischio è basso te lo dico, che è un’informazione che vale comunque la chiacchierata.
Se il lancio è imminente, scrivimi che è urgente: le migrazioni hanno una data.