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Come generare contenuti adeguati con la Topic Research?

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Come generare contenuti adeguati con la Topic Research?

Chi lavora con la SEO sa quanto sia difficile oggi posizionare bene un sito web ad elevata concorrenza, ancor di più se vogliamo posizionare una pagina per uno specifico argomento.

Vuoi sapere come rendere questo processo di ricerca più semplice e creativo?

Nell’intervista fatta a Francesco Margherita, gestore del gruppo Facebook Fatti di SEO, viene affrontato un tema poco conosciuto: la Topic Research.

Continua la lettura e scopri di cosa si stratta!

Come trovi gli argomenti più interessanti per i tuoi progetti?

Facendo keyword research, topic research e “serp watching”. La prima la fanno (spesso) anche gli altri, le altre due invece richiedono un livello di consapevolezza oggi meno frequente, perché si tratta di spegnere i software e cominciare a pensare.

In che modo Google definisce i contenuti più pertinenti per l’utente?

La pertinenza è definita per una pagina rispetto al contesto in cui si trova e ad un livello superiore, per l’intero sito web rispetto ad altri siti web dello stesso tipo. Una pagina web deve essere dunque pertinente con le altre nello stesso sito web e con altre pagine dello stesso tipo su siti web diversi che trattano lo stesso argomento con le medesime finalità. Parliamo di pertinenza solo rispetto al testo? Chissà…

Esistono strumenti che permettono di individuare facilmente dei topic?

Intanto definiamo la differenza tra un topic è una keyword. Un topic è un argomento che può essere sviluppato a partire da tutti i termini presenti in un’ontologia. Una keyword è invece un’entità composta da uno o più termini, caratterizzata dall’avere un volume di ricerca. L’argomento non guarda alle keyword, ma al significato da sviluppare. Per trovare i topic utilizzo una risorsa gratuita che si chiama seo-hero, sviluppata da Walid Gabteni e (principalmente) il topic research tool di Semrush.

Cosa ti ha ispirato nel realizzare il tool “Topic Research” per SEMrush?

Sai bene che non sono uno sviluppatore, quindi non posso certo averlo realizzato io, ma ho contribuito alla progettazione di questo tool, discutendo direttamente con i developers di Semrush a San Pietroburgo. In particolare avevo l’esigenza di andare “al di là” delle semplici chiavi correlate.

Mi serviva individuare direttamente quali fossero le intestazioni, i termini e le domande più frequenti a partire da una query (qualunque) su Google e non già da una precisa keyword. Ricordo di aver richiesto queste features per molto tempo, finché un bel giorno mi ritrovai per le mani proprio il tool che volevo, nuovo di zecca. Questo tipo di interazione con loro è certamente uno dei vantaggi dell’essere loro brand ambassador per l’Italia. E mi fa risparmiare settimane!

Come definiresti la differenza tra keyword research classica e topic research?

È la differenza esatta che c’è tra cercare i termini con cui ottimizzare il titolo della pagina (keyword) e quelli da sviluppare nel contenuto come argomenti “da minestra”. Ed è spesso una bella differenza.

Quale aspetto ti differenzia da altri Specialisti SEO?

Qui potrei risponderti con una serie infinita di menate filosofiche sul fatto che l’amore per la terra porta solo buoni frutti, ma preferisco metterla giù così: ho fatto della mia principale debolezza un punto di forza. Io non so programmare, ed è proprio per questo che vengo preferito. Le aziende mi contattano per valutare la struttura e i criteri di scansione prodotti dai propri referenti tecnici interni o dalle agenzie di sviluppo web esterne.

Spesso ritengono importante il mio intervento per due motivi, il primo è che non avendo sviluppato io il sito web riesco ad avere uno sguardo più fresco e meno condizionato dagli eventi storici legati al progetto. Il secondo motivo è che in ragione di quanto scritto sopra, non ho interesse a difendere ciò che è stato messo in piedi, quindi non mi trattengo dal fare il “guastafeste” se lo ritengo necessario.

Conclusioni

Esiste la SEO tecnica che è bene conoscere attentamente ma esiste un altro lato della SEO che invece è meno utilizzato ma che se fatto bene porta risultati concreti perché ne aumenta anche il tasso di conversione del sito web.

In un mondo meno frenetico, fatto di “lavori da eseguire oggi per ieri”, potremmo:

  • pensare maggiormente a quale tipo di contenuto avrebbe necessità il lettore
  • pianificare nuovi contenuti che ancora non esistono sul web
  • monitorare quali articoli non funzionano e riscriverli totalmente

La SEO è morta? Forse solo per chi è legato al motto “si è sempre fatto così”.

Tag: Interviste ad esperti del web

Francesco Margherita

Francesco Margherita

Consulente SEO

Sociologo, scrittore, musicista, vincitore della Caccia al Tesoro di Venticano, assistente alla cattedra di Comunicazione, marketing e pubblicità presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, consulente e formatore SEO, curatore del blog SeoGarden.net e della community Facebook dei Fatti di SEO.