Come sfruttare le tecniche di problem solving per migliorare il tuo sito web

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Come sfruttare le tecniche di problem solving per migliorare il tuo sito web

Le tecniche di problem solving possono dare un contributo decisivo a chi si occupa di ottimizzazione delle performance di un progetto digitale. Questo è un ambito che riguarda tutti, chi fa SEO e chi migliora l’usabilità.

Senza dimenticare chi lavora nel settore del conversion rate optimization (CRO) e chi deve migliorare le performance di un sito web a partire dalla sua velocità. Perché è così importante ragionare in termini di problem solving? Semplice, il motivo è lo stesso che ti spinge ad applicare il ciclo di Deming.

Per migliorare devi analizzare, non puoi procedere alla cieca. Da dove inizia questo processo? Quali sono le tecniche di problem solving e come si applicano al miglioramento strutturale di un sito web?

Cos’è il problem solving: definizione

Si tratta di un insieme di strategie che consentono la soluzione dei problemi in modo da analizzare e affrontare i vari step necessari per raggiungere uno stato in cui si ottiene il risultato adeguato.

Attraverso le tecniche di problem solving non procediamo a caso verso una possibile soluzione ma puntiamo verso fasi differenti che permettono di risparmiare tempo e ottimizzare i frutti raccolti.

Le fasi del problem solving cycle

Una delle rivoluzioni offerte da questa visione riguarda la possibilità di affrontare un nodo in modo da individuare, definire e affrontare le fasi operative in modo da non disperdere le forze in azioni inutili e non adeguate allo scopo. Parliamo, in questo caso, di efficienza operativa grazie alle varie fasi.

problem solving

Per avere uno schema chiaro possiamo parlare di problem solving cycle, un modello che porta l’utente che lo applica a entrare in un circuito di continua evoluzione dei punti analizzati fino a raggiungere la perfezione. Quella che nella lean production viene identificata con un termine interessante: kaizen.

Vale a dire una condizione quasi metafisica in cui non esistono ulteriori esigenze. Ovviamente nella realtà quotidiana questa è una condizione irraggiungibile in termini assoluti, ma per risolvere il singolo nodo possiamo affidarci a queste tecniche che rientrano nel problem solving cycle.

Definizione

In questa condizione siamo di fronte a una sfida concreta: individuare il vero problema e non fermarsi alle cause o ai sintomi più evidenti, quelli che si percepiscono all’esterno. Faccio un esempio?

Ecco un caso tipico per chi si occupa di web marketing: il sito perde visite e non registra traffico. Cosa faccio? Di certo non mi impegno solo ad aumentare i click ma cerco di capire perché questo avviene.

Analisi

L’esempio che ho appena definito serve a introdurre il secondo punto: una volta presa coscienza del problema bisogna analizzarlo, studiarlo e magari smembrarlo in nodi più piccoli. Ad esempio?

Il calo di traffico può essere causato da situazioni differenti, come ad esempio un dilemma strutturale del sito che provoca la ripetizione di contenuto generando pagine duplicate senza canonical. Tutto questo deve essere scoperto, analizzato e compreso per capire qual è il motivo che provoca il dramma.

Ipotesi

Si devono scoprire, studiare, selezionare e applicare delle soluzioni che per ora sono solo ipotesi al vaglio. Non puoi accontentarti di individuare la prima strada e imboccarla a occhi chiusi.

Le tecniche di problem solving differiscono nel procedere ordinario proprio in questo: l’improvvisazione lascia posto alla metodologia ordinata e pianificatrice in grado di selezionare, provare ed escludere.

Ovviamente prima di mettere in campo un’ipotesi la devi verificare con la massima cura possibile. Non puoi procedere senza valutare le conseguenze di ciò che stai facendo sui tuoi progetti.

Implementazione

Hai trovato la soluzione migliore? Perfetto, il ciclo del problem solving consente di applicare ciò che serve nel modo migliore, in modo da proporre una soluzione reale ed effettiva per ottenere ciò che serve: la scomparsa del dramma e dei relativi danni che ha portato nel tempo.

Verifica

La scientificità del problem solving cycle è in questo dettaglio: non puoi fermarti all’applicazione, devi procedere verso l’implementazione di soluzioni che però devono essere verificate.

Poi, si registrano i risultati e si prendono delle decisioni: è veramente questa la soluzione migliore per questa situazione? Quali sono i risultati? Implementando una soluzione differente si ottiene lo stesso risultato o si può migliorare la condizione dell’intera struttura? Tutte queste domande sono fondamentali per trovare non solo una soluzione ma la migliore nel breve e lungo periodo.

A volte per risolvere una complicazione si rischia di attivare un meccanismo che rovina altri equilibri e chi lavora nel mondo delle web performance e della search engine optimization lo sa bene.

Problem solving e web performance

Le risorse del problem solving si applicano in diversi ambiti, anche nel web marketing e in particolar modo nel settore CRO, l’ottimizzazione del tasso di conversione, con tutte le materie coinvolte.

Ogni giorno i clienti chiedono soluzioni rapide e concrete per risolvere le grane che coinvolgono il sito web, il blog, l’ecommerce e il portale dal quale partono le prenotazioni di un servizio. E non sempre la risposta è immediata, anzi. Nella maggior parte dei casi la soluzione non è immediata ma nasce da una riflessione. Anzi, da un ciclo che impone prove, tentativi e misurazioni. Qualche esempio concreto?

SEO

Migliorare le prestazioni di un sito web dal punto do vista SEO: ecco uno dei pilastri del web marketing. Chi conosce questa materia sa che non si tratta di una vincita continua, c’è chi vince e chi perde.

Spesso si rientra in questa categoria e vien voglia di abbandonare tutto. Ma non è il caso, c’è bisogno di professionisti in grado di mantenere il polso della situazione e analizzare il dubbio in modo da trovare la soluzione giusta in tempi minimi. Questo si ottiene solo con le tecniche di problem solving.

Web analytics

L’universo di Google Analytics, e più in generale dell’analisi dati, può nascondere mille insidie per chi vuole misurare l’andamento della propria attività. A prescindere dalla semplice misurazione delle visite, alcuni dilemmi chiamano in causa un approccio tipico del problem solving.

Ad esempio, come posso ridurre l’abbandono dei carrelli del mio ecommerce? Le alternative sono infinite, solo con un approccio ordinato e schematico puoi avere la risposta giusta.

Performance

Uno dei settori in cui il problem solving si attua in modo da dare grandi benefici. Un esempio chiaro: ci sono plugin di terze parti che rallentano il caricamento del sito web, come fare?

Si può cercare un’alternativa. Ma i risultati sono simili? Influenza altri aspetti del sito web causando altre difficoltà, magari conviene scrivere due linee di codice ed eliminare completamente il plugin. Tutto questo fa parte della giusta analisi di un problema attraverso una prospettiva analitica.

Da leggere: strumenti che misurano la velocità di un sito web

Come affrontare questi problemi?

Investendo in un buon piano di misurazione, per migliorare le attività del tuo sito web nel tempo. Bisogna analizzare e testare i vari snodi di un sito web e valutare le attività per ottimizzarli prima della nascita di un cruccio. Sappiamo che la velocità è un fattore di ranking per Google ma le frizioni che rallentano un sito web non emergono dal nulla: sono frutto di modifiche e cambiamenti.

Si sommano cause differenti fino a raggiungere un punto in cui le performance ne risentono. Il problem solving cycle è perfetto per affrontare piccoli e grandi scogli in termini di performance e analytics, ma deve essere sempre la lungimiranza di chi investe e definisce il budget a stabilire le basi per il business del futuro.

Mirko Ciesco

Mirko Ciesco

Web Performer

Sviluppatore web esperto in web performance. Realizza siti web, ottimizza la SEO tecnica e migliora l’usabilità dei siti internet attraverso la web analytics. Collabora con Studio Samo e tiene corsi di web design in Novel Academy a Torino.