Come migliorare il posizionamento di un blog

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Come migliorare il posizionamento di un blog - Mirko Ciesco

Sempre più spesso di sente dire in giro che il blog non funziona più e che esistono altre strategie per rendere visibile un’azienda.

Per sfatare questo mito oggi ho scelto di porre una serie di domande a Monica Brignoli, appassionata di scrittura creativa in ottica SEO, che oltre a sviluppare nuove strategie di posizionamento presso una web agency di Bergamo è autrice editoriale per diversi blog di settore, tra cui SEMrush e Ninja Marketing.

In questa intervista ci racconta, secondo la sua esperienza, alcune strategie per migliorare la visibilità sui motori di ricerca lavorando appunto sul blog.

Perché è importante avere un blog aziendale?

Il blog aziendale è uno strumento fondamentale per entrare nel cuore dei visitatori: grazie ad esso è possibile far conoscere il brand, creare coinvolgimento e rafforzare il legame azienda-cliente.

Il blog, infatti, è il luogo giusto dove raccontare la qualità dei propri prodotti (o servizi), dove introdurre il prestigio dell’azienda e soprattutto dove dare risposta alle domande dei consumatori.

La pubblicazione regolare di articoli informativi aggiornati e di qualità, suscita l’interesse dei lettori, infondendo fiducia in ciò che viene loro proposto. Ma non solo, gli articoli pubblicati nel blog hanno una grande probabilità di beneficiare di un buon posizionamento organico, di conseguenza conferire visibilità all’azienda e generare traffico più qualificato.

Infine il blog può essere anche utile per acquisire nuovi contatti e fare lead generation. Insomma, come potete vedere i vantaggi della creazione e del mantenimento di un blog aziendale sono numerosissimi, ma non basta scrivere testi e sperare che qualcuno li trovi: portare utenti sul sito senza arricchirlo di nuovi contenuti – di qualità ed ottimizzati – in modo regolare sono pochissime!

È necessario affidarsi sempre ad un professionista del settore per ottenere risultati tangibili.

Quali sono le attività da svolgere per far conoscere i contenuti del blog al proprio pubblico?

Per promuovere gli articoli e migliorare il posizionamento di un blog è necessario sfruttare a pieno il potere dei vari canali di comunicazione.

Uno strumento che ritengo particolarmente utile per pubblicizzare i contenuti informativi ad un pubblico ampio sono i canali social: Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin sono canali differenti, dove viene impostato un diverso modo di comunicare, nonostante il tone of voice utilizzato sia sempre coerente con i valori del business.

Anche la pubblicità online, attraverso canali tipo Google Ads, può essere un metodo efficace per pubblicizzare il proprio blog, in particolare se l’obiettivo di conversione è a breve termine.

Per approfondire: come migliorare il Conversion Rate di un sito web

Infine un terzo metodo che consiglio vivamente è l’invio di newsletter personalizzate e segmentate, al proprio database di clienti, contenenti l’argomento per cui i propri utenti si sono dimostrati interessati.

Qualsiasi sia la tipologia di canale utilizzata, per ottenere risultati, è importante è definire una strategia multicanale che preveda coerenza o costanza nella pubblicazione.

Quali sono i tuoi consigli per impostare una corretta strategia?

Esatto! Uno degli errori più gravi, che solitamente viene commesso dai blogger alle prime armi, è quello di scrivere ciò che passa per la testa, senza aver definito una strategia a medio-lungo termine.

Il risultato è che, a dispetto dell’entusiasmo iniziale, in tempi molto brevi il blog venga abbandonato e si inizi a pensare che sia stato un investimento inutile e privo di vantaggi apprezzabili.

Il mio consiglio è quello di dare il via al progetto con un piano editoriale ben definito, che contenga gli obiettivi prefissati, la descrizione del target di riferimento da raggiungere, il tone of voice adeguato, la tipologia di articoli scelta (ad esempio articoli generici, cornerstone content, pillar article, news, case study) un’analisi SWOT del business e la durata dell’attività.

scrivere un piano editoriale per il blog

Una volta delineato questo documento si passa alla creazione del Calendario Editoriale, una specie di agenda dove vengono fissati, in date ben precise, tutti i contenuti da pubblicare e i relativi canali di pubblicazione.

In questa fase cerco sempre di avere un filo conduttore, per dare coerenza al messaggio comunicato, e per far questo mi baso prettamente sui trend di ricerca e sulla stagionalità.

Il passaggio finale prima della stesura del contenuto prevede la keyword research (ricerca delle parole chiave), un processo che serve per definire quali sono i termini specifici che gli utenti cercano sui motori di ricerca, inerenti ad un determinato argomento.

La keyword research di un blog è diversa da quella che si fa per un sito web o per un e-commerce?

Si! Un blog deve puntare a posizionarsi per le cosiddette keywords informazionali, ovvero quelle che sottintendono un intento informativo, finalizzato all’ottenimento di informazioni riguardo un determinato argomento.

Ad esempio “migliori scarpe running”, a discapito di quelle transazionali, ovvero finalizzate alla conversione (ad esempio “scarpe da running”), le quali possono essere utilizzate per ottimizzare le pagine di categoria del relativo e-commerce.

Noto molto spesso che all’interno dei contenuti non si presta attenzione all’utilizzo dell’intento di ricerca corretto, compromettendo gravemente i risultati di posizionamento di un sito.

Hai qualche consiglio da dare in merito alla stesura e alla qualità dei contenuti?

Nel corso degli anni sono state inserite in rete un’enorme quantità di dati.

Di conseguenza, negli ultimi anni, gli algoritmi dei motori di ricerca hanno iniziato a premiare solamente i contenuti che si differenziano per l’originalità e per la qualità delle informazioni riportate.

Di conseguenza consiglio vivamente una lettura delle Linee Guida per i Quality Rater di Google. Recentemente, infatti, il motore di ricerca vi ha introdotto il concetto di E-A-T (expertise, authority, trustworthiness).

Utile in particolare per chi produce contenuti per siti web YMYL (ovvero quelli che potrebbero influenzare salute, stabilità finanziaria, felicità o sicurezza di una persona).

miglioramento della qualità dei risultati di ricerca di google
Fonte dell’immagine: Google

“Ricordate che il primo step per valutare la qualità della pagina è capire il vero scopo della pagina”

dice Google al riguardo, e prosegue:

“i siti o le pagine senza alcun tipo di fine utile, incluse le pagine create senza intenzione di aiutare gli utenti, o che potenzialmente diffondono odio, provocano danni, ingannano o disinformano le persone dovrebbero ricevere il rating più basso”.

Un secondo consiglio che mi sento di dare è quello di rispettare sempre i canoni della buona scrittura, della chiarezza e della completezza delle informazioni: il contenuto deve essere originale (non copiato!) e deve saper rispondere in modo esaustivo alla query dell’utente.

Non dimentichiamoci anche che, con l’introduzione di BERT, la qualità di un testo diventa imprescindibile, in quanto il motore di ricerca inizia ad avere un’interpretazione sempre più accurata dei contenuti di un sito.

Come migliorare il posizionamento di articoli del blog che non ottengono i risultati desiderati?

Nel caso una strategia non porta i risultati sperati bisogna cercare di capire dove sta l’errore: magari l’intento di ricerca delle chiavi utilizzate non è più adeguato, che i contenuti non siano aggiornati, o ancora, che i competitors abbiano prodotto contenuti informativi migliori.

Di conseguenza consiglio di effettuare una mini analisi del posizionamento dei singoli articoli.

In particolare suggerisco di effettuare un’attività di fine tuning sulle parole chiave classificate tra la quinta e la quindicesima posizione (la scelta del range è puramente arbitrario, ma è un dato di fatto che questa tipologia di posizionamenti siano facilmente migliorabili) e di valutare la creazione di sottoparagrafi che vadano ad approfondire il tema con keyword long tail correlate.

In secondo luogo suggerisco di verificare il corretto inserimento dei tag HTML in chiave SEO.

L’anatomia di una pagina SEO perfetta prevede: URL brevi, parlanti ed ottimizzate, headings esplicativi e corretti (tag h1 in corrispondenza del titolo principale e tag h2/h3 per i titoli dei relativi sottoparagrafi), tag title originali, descrittivi ed ottimizzati. Senza dimenticare meta description dotate di call to action, tag ALT ottimizzati per le immagini, collegamenti ipertestuali che rimandano a pagine dello stesso sito dove trovare ulteriori approfondimenti dell’argomento trattato e dati strutturati.

Infine non sottovalutare l’architettura e le web performance del sito, in termini di velocità di caricamento, responsive design e ottimizzazioni per la voice search.

Da leggere: i principali fattori SEO di cui non puoi fare a meno

Conclusioni

Possiamo confermare che oggi per molte aziende il blog è ancora molto importante ma bisogna farlo nel modo corretto e per un periodo medio-lungo.

Se non si hanno le competenze giuste per dedicarsi a questa mansione è opportuno investire un budget in uno o più professionisti che possano seguirti per migliorare il posizionamento del tuo blog.

Ognuno avrà il suo metodo e le sue strategie consolidate negli anni, l’importante sarà che il suo lavoro porti risultati tangibili alla tua azienda!

Monica Brignoli

Monica Brignoli

SEO Senior & Consultant

Classe 1990. Dopo essermi laureata in Lettere ed in CIE all'Università degli Studi di Bergamo inizio ad occuparmi di Posizionamento sui Motori di Ricerca. Nel tempo libero, invece, mi diletto nella scrittura creativa, redigendo articoli per riviste e blog di settore. Che dire di più? Adoro l'arte, la moda, le serie turche ed il buon cibo.

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