Compressione Gzip o Brotli: perché è importante per il tuo sito web

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Compressione Gzip o Brotli - Mirko Ciesco

Ridurre la dimensione dei file e delle pagine è fondamentale per aumentare la velocità di caricamento del sito e attrarre e mantenere nuovi visitatori.

Ma come si riduce la dimensione dei file e delle pagine? In questo articolo analizzeremo due diversi metodi di compressione, mettendo a confronto GZIP e Brotli, esaminando le differenze in modo tale da evidenziare, alla fine dell’articolo, quale dei due utilizzare a seconda delle tue esigenze personali. Pronto ad iniziare?

GZIP

GZIP è un software per la compressione dei dati, i lettori più esperti lo conosceranno senza ombra di dubbio, infatti, è stato rilasciato ormai 27 anni fa nel 1992 da Jean-Loup Gailly e Mark Adler. Per tanto tempo GZIP non ha avuto rivali ed è stato il software più utilizzato per la compressione dei file, mantenendo tutt’ora ottime percentuali, secondo W3Techs ben il 78% dei siti web si avvalgono di questo software per comprimere e quindi aumentare la velocità di caricamento delle pagine web.

Nello specifico, la compressione dei file e delle pagine che viene attivata lato server, permette una riduzione dei file Javascript, dei fogli di stile e dei file HTML. Cosa succede, invece, alle immagini? GZIP non funziona perché queste sono già compresse in modo differente.

È importante sottolineare che GZIP, software basato sull’algoritmo deflate, ha diversi livelli di qualità, per l’esattezza 9, che bilanciano il livello di compressione con la velocità a cui avviene quest’ultima. Si parte dal primo livello a cui corrisponde una compressione di file ridotta, ma ad una velocità di compressione molto elevata, fino ad arrivare al nono livello con la massima compressione dei file, ma ad una velocità relativamente lenta.

Puoi abilitare GZIP su Apache attraverso il file .htaccess oppure abilitare GZIP su Nginx impostanto correttamente il file nginx.conf. Se non hai idea di come fare e hai un sito fatto in WordPress puoi utilizzare il plugin di WP Rocket che aggiunge automaticamente le regole di compressione.

Come verificare se la compressione GZIP è attiva

Se hai attivato correttamente la compressione GZIP, nel momento in cui il browser visita il sito web, controlla se sul server esista l’header di risposta “content-encoding: gzip”. Rilevato l’header, il server allora fornisce i file compressi altrimenti procede con quelli non ridotti. Come verificare quindi se hai attivato correttamente la compressione GZIP?

Esistono vari modi per controllare se la compressione è abilitata: è possibile utilizzare lo strumento gratuito GZIP compression test all’interno del quale dovrai inserire il tuo sito web e cliccare su  “Check”. A questo punto potrai vedere quanti dati sono stati risparmiati dopo la compressione della pagina, oppure riceverai un messaggio di errore che segnalerà che GZIP non è abilitato nel tuo sito.

Un’altra opzione per verificare se la compressione GZIP sia attiva è quella di utilizzare GTmetrix, uno dei migliori tool per testare la velocità del tuo sito web. Lo strumento è facile e intuitivo, per analizzare la pagina è sufficiente inserire il link corrispondente. Nel caso la compressione GZIP non fosse stata abilitata correttamente, lo strumento mostrerà avvisi e  messaggi per segnalare degli errori.

Compressione GZIP attiva - GTmetrix

Occorre far presente che grazie a GZIP si stima una riduzione dei file del 70% circa, niente male, vero? Inoltre, tutti i principali browser lo supportano così come la maggior parte degli host, ma non affrettarti a scegliere GZIP senza prima aver letto della recente controproposta: Brotli!

Brotli

Confrontato con GZIP, Brotli risulta essere decisamente più giovane: all’inizio è stato rilasciato nel 2013 da alcuni ingegneri di Google, ma si è focalizzato sulla compressione HTTP solo nel 2015.

Si tratta di un algoritmo capace di ridurre le dimensioni dei file del 26% in più rispetto alle soluzioni già note, tra cui anche GZIP.

Proprio come GZIP, anche Brotli lavora con diversi livelli di compressione, esattamente 11: il primo livello con una compressione di file ridotta, ma ad una velocità di compressione molto alta, fino all’undicesimo livello dove avviene la massima compressione dei file, ma specularmente, ad una velocità lenta.

Brotli e CDN: qualche svantaggio

Si è già accennato al fatto che Brotli sia relativamente nuovo rispetto soprattutto a GZIP e questo fatto spiega come mai non sia supportato da tutti i browser o non sia disponibile in tutti i CDN. Per CDN si intende un “Content Delivery Network”, cioè una rete di server progettata per ospitare contenuti statici e/o dinamici dei vari siti web.

Esistono alcuni CDN che già supportano Brotli, come KeyCDN e CDN77 ed è essenziale che il server di origine provveda ad abilitare Brotli perché questo sia in grado di funzionare.

Nonostante ci sia voluto diverso tempo e non sia comune come GZIP, Brotli comunque sta facendo progressi con i browser web e, una volta installato correttamente, nel caso non venga supportato da un browser, i server che hanno attivato Brotli ripiegheranno in automatico su GZIP.

Come verificare se la compressione Brotli è attiva

Verificare la compressione risulta davvero semplice: ad esempio dopo aver collegato il tuo sito WordPress a Cloudflare e aver attivato la compressione Brotli, puoi verificare se quest’ultima funziona utilizzando lo strumento di test Brotli di KeyCDN.

GZIP vs Brotli: quale scegliere?

Bene, abbiamo visto insieme entrambi i metodi di compressione, quelli con GZIP e quelli con Brotli, abbiamo esaminato le loro caratteristiche e ora ci troviamo davanti alla fatidica domanda: quale metodo di compressione scelgo per il mio sito web?

Per orientarti nella scelta, ecco la ricerca condotta da Akamai, una delle più famose aziende del content-delivery. Quest’ultima, per testare entrambi i metodi di compressione, presa in esame una lista con circa 1000 URLs, ha scaricato i file HTML, CSS, e JavaScript, li ha compressi ed ecco la tabella con i dati dello studio.

Nello specifico, Akamai ha confermato che Brotli ha ridotto del 21% in più rispetto a GZIP i file HTML, 14% in più i file JavaScript e 17% in più i file CSS.

Se in questo momento sei tentato di scegliere immediatamente Brotli, ALT! Fermati un attimo perché c’è un altro fattore da prendere in considerazione. Infatti, oltre alla percentuale di compressione dei file, occorre tenere conto anche la velocità impiegata per operare la riduzione.

Akamai ha verificato che la velocità di compressione dipende dal livello che viene utilizzato, sia per quanto riguarda GZIP sia Brotli, la loro performance migliora a seconda del livello che si adopera.

Quindi, raccolti questi dati, la conclusione a cui è arrivato Akamai è la seguente: settando correttamente le impostazioni di Brotli, la velocità di compressione può effettivamente superare quella di GZIP, garantendo comunque una riduzione significativa dei file.

Esaminando i metodi di compressione si può evidenziare come sia Brotli che GZIP siano entrambi molto validi e, in linea generale, per l’utente medio WordPress, non c’è un’opzione migliore. Ciò che conta è usare un metodo di compressione per il tuo sito web.

Certo, GZIP è più facile da utilizzare perché praticamente supportato da tutti gli host, quindi si può considerare un ottimo punto di partenza per tutti gli utenti che vogliono iniziare a beneficiare dei vantaggi della compressione.

L’importanza di un sito web performante

Tirando le somme, con questo articolo spero di averti aiutato a capire non solo quale metodo di compressione scegliere tra GZIP e Brotli, ma anche perché è fondamentale che tu utilizzi uno dei due per migliorare le performance del tuo sito web.

Magari hai aperto il tuo sito per scopi professionali oppure per coltivare e condividere una passione, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: attrarre visitatori.

I visitatori possono diventare una community con la quale interagire, persone che ti seguono assiduamente e possono poi convertirsi in clienti. Tuttavia, se hai iniziato da poco o se sei in questo settore già da tempo, avrai capito che attrarre visitatori non è facile.

Come riescono allora alcune aziende e professionisti a catalizzare l’interesse, convertire i lettori  in clienti e promuoversi grazie al loro sito? Utilizzando un sito web performante!

Le caratteristiche che contraddistinguono un sito web performante sono diverse, una fra tutte è la velocità di caricamento, sapevi, infatti, che circa il 53% dei visitatori abbandona una pagina web se quest’ultima impiega più di 3 secondi a caricare? Quindi, non dimenticarti che per raggiungere i tuoi obiettivi è fondamentale un sito web performante ed efficiente.

Vuoi sapere di più riguardo GZIP e Brotli e a come abilitare una delle due compressioni per rendere il tuo sito web ancora più performante? Schiaccia il bottone qui sotto e iniziamo!

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Mirko Ciesco

Mirko Ciesco

Web Performer

Sviluppatore web esperto in web performance. Realizza siti web, ottimizza la SEO tecnica e migliora l’usabilità dei siti internet attraverso la web analytics. Collabora con Studio Samo e tiene corsi di web design in Novel Academy a Torino.