9 verifiche da rispettare prima di pubblicare un ecommerce

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9 verifiche da rispettare prima di pubblicare un ecommerce

Pubblicare un ecommerce non è un’impresa facile. Chi conosce l’argomento sa bene che ci sono una serie di equilibri difficili da rispettare quando si costruisce la struttura, nel momento in cui si definiscono gli equilibri tra categorie, filtri, schede prodotto e pagine statiche. Sai perché è così difficile tutto ciò?

Lavorare in questo settore vuol dire verificare tutto, prima e dopo la pubblicazione del portale. Non basta aver fatto un lavoro di web design, ottimizzazione SEO, web performance e User Experience.

Basta un dettaglio per portare al fallimento il tuo progetto imprenditoriale. Quali sono i passaggi fondamentali che ogni esperto di web marketing – e di buone performance – consiglia al proprietario di un ecommerce? Ecco cosa devi sapere per approfondire il lancio di uno shop digitale.

Keyword research

Già, è stata fatta? Le persone che hanno prestato servizio per la messa online di questo portale hanno verificato la presenza di una keyword research in grado di dare un contributo valido a questo sito web?

Non stiamo parlando di un processo utile per trovare le parole chiave da mettere nel cruscotto del plugin Yoast, non scherziamo: la keyword research guida la mano dell’esperto SEO che deve capire quali pagine creare, come gestire la struttura del sito web, dove posizionare le risorse più importanti.

keyword research ecommerce

Ma anche, appunto, quali sono le pubblicazioni che meritano maggior attenzione. Un ecommerce che basa la propria attività su una buona keyword research si nota subito: è leggero, ponderato, capace di rispondere a esigenze specifiche. Lo stesso vale per il blog interno che hai progettato con cura.

Se l’ecommerce vuole posizionarsi anche per le keyword informative bisogna puntare su un’analisi delle parole chiave in grado di abbracciare anche le esigenze non commerciali dei potenziali clienti. Insomma, pubblicare un ecommerce senza una keyword research avanzata è un passo da evitare.

Da leggere: come usare Seozoom per la keyword research

Infrastruttura del sito

Prima di investire la tua attenzione nel menu di navigazione e in altri dettagli legati alla creazione del sito devi farti una domanda: il server che hai acquistato è in grado di sopportare e gestire al meglio il carico che vuoi affrontare con l’ecommerce? Basta un hosting condiviso? Meglio puntare su un VPS o una macchina dedicata. Ma assicurati che ci siano dischi SSD, HTTP/2, HTTP Keep Alive e versione aggiornata di PHP per avere le migliori prestazioni possibili. Senza dimenticare il certificato SSL.

Struttura del sito web

Sai cosa succede, di solito, dopo la pubblicazione di un sito web impegnativo come un ecommerce? Chiedono consulenza per ottimizzare la struttura, vale a dire la natura stessa del lavoro svolto.

La combinazione di tag, categorie, pagine, schede, filtri e sotto-categorie in grado di portare l’utente da un punto all’altro deve essere migliorata prima, non dopo. Altrimenti tutto diventa più difficile.

Certo, è chiaro che il miglioramento della struttura di un sito web può essere necessaria dopo un certo numero di anni – anche meno quando si tratta di grandi progetti che aggiungono e tolgono spesso risorse – ma tutto è diverso se alla base c’è un lavoro pensato per partire dalla keyword research.

Ad ogni modo quando si fa un restyling del sito o si va online per la prima volta, prima di pubblicare un ecommerce è necessario verificare l’assenza di link interrotti, pagine 404, redirect 301, pagine orfane e percorsi troppo profondi o incoerenti. La struttura piramidale deve essere rispettata.

Per approfondire: come scegliere il miglior CMS per il tuo e-commerce

Indicizzazione

Un problema che può incidere sensibilmente sulle prestazioni SEO (quindi di posizionamento sui motori di ricerca) di un sito web impegnativo come un e-commerce. L’indicizzazione delle pagine deve essere al centro delle tue verifiche prima di lanciare un progetto di vendita online. Se non altro perché l’indicizzazione è il secondo stadio del processo che porta ad avere la giusta visibilità su Google:

  • Prima c’è la fase di crawling.
  • Poi trovi l’indicizzazione.
  • Infine c’è il posizionamento nella SERP.

Devi fare un modo che il crawler (il programma che scopre e scansiona i documenti) raggiunga nel miglior modo possibile ciò che vuoi mettere in evidenza. Così da scongiurare perdite di traffico dovute a pagine che non vengono indicizzate per valutazioni errate, dimenticanze, dettagli improvvisati.

Robots.txt e tag noindex

Cosa verificare prima di pubblicare un e-commerce? Devi assicurarti che ci sia un robots.txt adeguato alle esigenze che hai espresso in fase di progettazione, e senza blocchi che potrebbero danneggiare il lavoro del crawler. In questo documento basta un simbolo per impedire ogni indicizzazione sul sito o il blocco di directory fondamentali. Lo stesso vale per eventuali meta tag noindex. Ovvero:

Quando durante la scansione successiva rileverà il tag o l’intestazione, Googlebot eliminerà completamente la pagina dai risultati di ricerca di Google, a prescindere dalla presenza o meno di altri siti contenenti link che rimandano alla pagina.

Guida ufficiale di Google

Cosa fare, oltre alle suddette verifiche, appena metti l’ecommerce online per agevolare l’indicizzazione? Impossibile pensare alla pubblicazione su Google se prima non c’è l’inclusione sulla search console dove inserire la sitemap, ad oggi il miglior modo per agevolare l’indicizzazione su Google

User experience 

Qui si apre un mondo di verifiche da fare prima di lanciare uno shop online. Perché l’esperienza utente è al centro delle attenzioni per chi deve puntare il massimo sulla vendita online. In primo luogo bisogna sempre, da oggi in poi, puntare l’attenzione sui core web vitals. Ecco la valutazione su GSC:

core web vitals search console
La schermata di Google Search Console.

Assicurarsi che il sito sia veloce nel caricamento non basta, c’è bisogno di un approccio che comprenda la stabilità dei vari elementi della pagina web e la rapidità di risposta delle interazioni.

Carrello acquisti

Impossibile dimenticare che l’user experience di un ecommerce comprende una serie di elementi molto importanti per la riuscita degli acquisti. Pensa al carrello e ai vari step del pagamento: funzionano?

Tutto è facile da utilizzare? Ci sono tutti gli elementi che agevolano il processo di acquisto come la velocità di risposta degli elementi, il microcopy che aiuta a comprendere cosa si fa sulla scheda. 

Menu di navigazione

Un discorso a parte, rispetto all’user experience, deve essere fatto per l’elemento presente in tutte le pagine web: il menu che consente agli utenti di navigare il sito. E che mostra a Google la strada che hai disegnato per il tuo pubblico. Iniziamo da un dettaglio (che dettaglio non è): il mega-menu. Serve veramente? Le persone hanno bisogno di questo elemento così invadente per muoversi?

mega menu ecommerce

Poi c’è una riflessione da muovere rispetto alle etichette usate come anchor text: le persone capiscono immediatamente quale risorsa raggiungi? Ricorda il motto di Steve Krug: don’t make me think, non farmi pensare. Neanche quando devo cliccare un pulsante o una label del menu principale di navigazione.

Dettagli che fanno la differenza: prima di pubblicare un ecommerce assicurati che tutti i link funzionino, le pagine siano ben visibili da tutti i dispositivi mobile e da ogni browser in circolazione. Non farti trovare impreparato, il mobile deve essere sempre nel cuore delle tue attenzioni di user experience addicted!

Contenuti duplicati 

Mai pubblicate un e-commerce se prima non hai controllato la presenza di contenuti duplicati. Anche in questi passaggi Mountain View ci dà indicazioni chiare su come muoverci nel caso specifico:

Se sul tuo sito è presente una singola pagina accessibile da più URL o sono presenti diverse pagine con contenuti simili (ad esempio, una pagina con una versione per dispositivi mobili e una per computer desktop), per Google è come se fossero presenti versioni duplicate della stessa pagina.

developers.google.com

La regola è semplice: Google tende a frenare le performance dei siti web con grandi quantità di pagine ripetute, con testi uguali anche se non c’è una reale volontà di ripetere il testo. Questo può avvenire anche per un errore di struttura ed è un problema tipico degli ecommerce. Perché i tag e i filtri utili a offrire la migliore user experience di acquisto all’utente tendono a generare pagine molto simili.

Rel canonical

Tutto ciò avviene, ad esempio, con le varie taglie di un oggetto presente in un ecommerce di abbigliamento o con i colori differenti di un arredo. Le pagine saranno uguali, è chiaro.

Ma resteranno comunque utili all’utente quindi non si possono cancellare. Di conseguenza bisogna suggerire le versioni principali per evitare duplicati con un valido lavoro di rel=canonical che, ovviamente, deve essere svolto prima di pubblicare l’ecommerce con relativa indicizzazione di Google.

SEO on-page 

Prima di pubblicare un ecommerce devi verificare una serie di parametri indispensabili per la buona ottimizzazione SEO. Sono dettagli che però possono fare tanto per ottenere i risultati tanto attesi in fase di progettazione. Quali sono gli aspetti imprescindibili in questi casi? Ecco una manciata di punti:

  • Tag title.
  • Meta description.
  • H1.
  • Permalink.
  • Tag alternative.
  • Peso delle immagini.

Ci sono sempre questi elementi o stiamo pubblicando pagine web (ad esempio) senza H1? Tag title e meta description sono della giusta lunghezza? I permalink sono stati ottimizzati in modo da descrivere un modo chiaro il topic della pagina web senza cadere nel keyword stuffing? Tutto questo deve essere valutato prima di pubblicare il sito, non sempre è facile intervenire dopo il lancio dell’ecommerce.

Brand del sito

Cosa fare a tutti i costi prima di pubblicare un e-commerce devi assicurarti che ci sia coerenza all’interno delle pagine web in termini di brand. I colori, il tone of voice del copy, lo stile delle immagini: tutto deve essere pensato per essere manifesto dell’identità aziendale. Altrimenti?

Il rischio è quello di perdere credibilità e autorevolezza. Soprattutto puoi ritrovarti con un utente in difficoltà, incapace di riconoscere e collegare ciò che hai pubblicato con la tua identità.

Sì, può sembrare un passaggio secondario e poco importante rispetto a dettagli tecnici più ingombranti (come la scelta di un hosting). Ma anche questo punto è da includere nella checklist.

Monitoraggio

Alla fine del percorso di verifica deve essere citato per forza questo punto: prima di lanciare un progetto di vendita su internet devi impostare degli obiettivi. Meglio ancora, hai bisogno di KPI.

Vale a dire key performance indicator per avere sotto controllo ciò che serve veramente: i progressi che aiutano a crescere e a monetizzare. Procedere a occhi chiusi vuol dire andare a sbattere, e noi non vogliamo questo. Tu non lo vuoi per te, per i tuoi progetti personali e per i clienti che curi.

Ecco perché devi definire una strategia di monitoraggio adeguata. Magari con un passaggio su Google Data Studio che consente di creare dei rapporti dettagliati, precisi, facili da leggere.

Ma per fare cosa? Migliorare, sempre e comunque. Lo spirito che deve muoverti nel momento in cui affidi la verifica di un ecommerce prima della sua pubblicazione è questo: essere in grado di limitare tutte le possibili sfumature negative per ottenere subito i frutti migliori. E limitare tutto ciò che potrebbe distoglierti dall’obiettivo principale: studiare il modo migliore per far crescere il tuo business.

Devi muovere subito i passi migliori, c’è sempre tempo per migliorarsi ma è meglio farlo prima di andare online. Ecco cosa fare per ottimizzare il tuo sito web prima di pubblicarlo.

Mirko Ciesco

Mirko Ciesco

Web Performer

Sviluppatore web esperto in web performance. Realizza siti web, ottimizza la SEO tecnica e migliora l’usabilità dei siti internet attraverso la web analytics. Collabora con Studio Samo e tiene corsi di web design in Novel Academy a Torino.